Film

2014 - Carrie, lo sguardo di Satana (REMAKE)

 

Anno:
2013
Durata:
99 min
Uscita USA:
18 Ottobre 2013
Uscita Italia:
16 Gennaio 2014
Regia:
Kimberly Peirce
Sceneggiatura:
Roberto Aguirre-Sacasa, Lawrence D. Cohen
Produttore:
Kevin Misher
Produttore esecutivo:
J. Miles Dale
Casa di produzione:
Metro-Goldwyn-Mayer, Screen Gems
Budget:
$30 million

 

 

TRAMA
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La sedicenne Carrie White è una ragazza che non ha fiducia in se stessa e che non ha neppure la consapevolezza di possedere delle potenti capacità telecinetiche. Carrie si ritrova imprigionata in una duplice situazione di disagio sociale: se da una parte viene presa in giro ed emarginata dalle sue coetanee, dall’altra è turbata psicologicamente dalla follia della madre. La protagonista è una ragazza come tutte le altre, con i propri sogni e le proprie paure, ma che viene continuamente provocata. E proprio come afferma una sua compagna di scuola, “una persona può essere provocata fino ad un certo punto, prima che esploda”.

Trailer in lingua originale: Clicca qui per vederlo

Trailer Italiano: Clicca qui per vederlo

 

 

CAST
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Chloë Grace Moretz: Carrie White
Julianne Moore: Margaret White
Judy Greer: Miss Desjardin
Alex Russell: Billy Nolan
Portia Doubleday: Chris Hangersen
Gabriella Wilde: Sue Snell
Michelle Nolden: Estelle Parsons
Ansel Elgort: Tommy Ross
Max Topplin: Jackie Talbott
Zoe Belkin:Tina Fordyce
Barry Henley: Preside Henry Morton
Cynthia Preston: Eleanor Snell
Max Topplin: Jackie Talbot

 


RECENSIONE
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Carrie è il remake del cult di Brian DePalma del 1976 e rappresenta una ristrutturazione in chiave moderna del primo romanzo di Stephen King. Con la volontà di superare il primo storico adattamento, il regista Kimberly Peirce cerca di concentrarsi sulle tematiche che ruotano attorno al bullismo odierno. Il film, per questo motivo, si allontana gradualmente dal genere propriamente horror, poiché cerca di far immedesimare lo spettatore nelle emozioni che prova la giovane Carrie con lo scopo di sensibilizzare le nuove generazioni di adolescenti. Pertanto, tale film potrebbe essere ben collocato  tra i teen-movies. Molti critici non hanno, però, apprezzato questo ammodernamento del setting e del background che si distacca molto dal romanzo e del precedente film, ma che invece risulta necessario per entrare nell’ottica delle nuove generazioni che utilizzano (nella maggior parte dei casi) i social network per caricare su YouTube o su Facebook video con lo scopo di denigrare i coetanei. Ed è proprio su questa base che si sviluppa buona parte del film. Non si focalizza principalmente sulla potenza dei poteri psichici di Carrie ma sulla timidezza, sulla sua estraneità dal mondo che la circonda e sulla sua bontà. Infatti, lungo il corso del film riecheggerà sempre tra i giovani bulli la domanda: “Che cosa ti avrà mai fatto Carrie White?”. Si creeranno, in seguito, due diverse fazioni: ragazze che decideranno di continuare a prenderla in giro ed altre invece che si pentiranno degli errori commessi.

Carrie White viene interpretata dall’attrice Chloë Grace Moretz, un’attrice  decisamente più carina della precedente Sissy Spacek (nel classico di DePalma). La goffaggine di Carrie, in questo film, viene principalmente interiorizzata e non si basa molto sull’aspetto fisico. Dentro la protagonista si crea una sorta di emarginazione sociale che è stata prodotta sia dalla vita  che conduce in ambito familiare, e sia dalla crescente conoscenza dei suoi poteri. Più volte, infatti, il personaggio si rende conto della sua diversità. A differenza del film di DePalma, questa nuova Carrie mostrerà maggiormente lo sforzo psichico nell’utilizzare e nel migliorare sempre di più i suoi poteri. Inoltre la protagonista tenterà gradualmente di lavorare anche sulla propria autostima. L’unico punto debole di questo personaggio si riscontra nella capacità della giovane attrice che, a volte, risulta un po' “traballante” in quanto non riesce a delineare perfettamente alcuni aspetti del carattere di Carrie. Fortunatamente le lacune artistiche della protagonista vengono controbilanciate dalla magistrale interpretazione della madre, Margaret White.

Margaret White, interpretata da Julianne Moore, è una donna consumata dal fanatismo religioso, che dentro la propria casa ricrea un microcosmo totalmente irrazionale basato sulla continua lotta contro le insidie del demonio. La madre, infatti, non riesce ad avere un rapporto convenzionale con la propria figlia e blocca ogni minimo tentativo di Carrie di confrontarsi con il mondo reale, considerandolo una delle tante tentazione del male. Manipolando le  sacre scritture "pro domo sua" continua a ripetere alla figlia: “Va nel tuo armadio e prega! Prega per il tuo perdono

Dal punto di vista contenutistico le uniche novità, rispetto a quelle di DePalma sono la sequenza d’apertura, in cui Margaret White (dopo aver partorito) prova a uccidere la figlia  in quanto frutto del male e la scena finale un po' deludente e fuori luogo. Il resto ricalca approssimativamente l’opera a cui si ispira. Lo spettatore che va alla ricerca di un vero e proprio horror uscirà sicuramente deluso dalle sale cinematografiche. I “mostri” in questo film sono i compagni di scuola che, con i loro scherzi (che con lo scorrere delle scene si trasformeranno in  veri e propri atti di criminalità) risveglieranno la cattiveria insita nell’animo di Carrie. Un remake, non necessario, ma che tuttavia potrebbe risvegliare l’assopita voglia della nuova generazione di leggere i romanzi dello scrittore. Lo stesso King, rinomato per la perenne polemica contro i registi che hanno portato sullo schermo le sue opere, afferma che il primo film di Carrie è stato ben fatto e che non vi era alcun bisogno di farne un altro.

 

Peppecharmed