Opere

Racconti singoli

I racconti singoli del Re!

 

AUTORI:
Stephen King e Stewart O’Nan                    
TITOLO ORIGINALE:
A Face In the Crowd
TRADUTTORE:
Giovanni Arduino
DATA DI PUBBLICAZIONE USA:
21/08/2012
DATA DI PUBBLICAZIONE ITA:
29/04/2014
EDITORE USA:
Simon & Schuster Digital
EDITORE ITA:
Sperling & Kupfer
PREZZO:
4,99 €
FORMATO:
ebook
PAGINE:
47

 

 

 

SINOSSI UFFICIALE

Dopo la morte della moglie Ellie, Dan Evers ha deciso di trascorrere gli anni della pensione in Florida, dove passa le sue giornate tra tv e cibi riscaldati. Una sera, mentre sta guardando, come sempre, la partita di baseball, gli sembra di scorgere un volto famigliare tra la folla che gremisce la tribuna dello stadio. È il suo vecchio dentista, che Dan era convinto fosse morto da tempo. Probabilmente si è sbagliato. Il giorno dopo, un altro volto compare sullo schermo, e questa volta Dan sa che è quello di un defunto, il suo ex socio dell’agenzia di noleggio camion. Un sosia? Un’allucinazione causata dai sedativi che prende per dormire? Ma quando a comparire tra i tifosi è sua moglie Ellie, Dan decide che è venuto il momento di verificare di persona, andando direttamente allo stadio di St. Petersburg...

 

RECENSIONE STEPHENKING.IT

Questa storia di fantasmi, con un background sportivo al pari della Bambina che Amava Tom Gordon, è il nuovo racconto di Stephen King, scritto a quattro mani con Stewart O'Nan, autore che condivide la passione del re del terrore per i Boston Red Sox. I due scrittori avevano collaborato già in passato per scrivere il libro Faithfull: scambi epistolari tra King e O’Nan riguardo la stagione sportiva del 2004 dei Red Sox.


Il protagonista Dean Evers dopo la morte della moglie Ellie comincia ad appassionarsi al baseball, guardando noiose partite sui canali via cavo: “era un tifoso dei Red Sox che aveva abbandonato le bufere del nordest per la costa della Florida, adottando generosamente come sua seconda squadra i Devil Rays”. Sin dall’inizio della storia i due autori delineano con assoluta precisione la coscienza di questo vecchio pensionato tanto che una volta giunti alla fine della storia riusciamo a conoscerlo a fondo. Leggere “Un volto tra la folla” sembra quasi come sfogliare pagina dopo pagina la storia della sua vita, immedesimandoci nelle scelte che egli ha fatto. Veniamo a conoscenza del suo passato a poco a poco e la cosa più interessante è che i due autori fanno in modo che il lettore continui a vederlo di buon occhio, nonostante i numerosi  errori che ha commesso in passato e che emergono dai suoi flaskback.
A questo breve racconto di certo non manca l’elemento sovrannaturale, che lo colloca perfettamente nella categoria delle ghost-stories. Una notte, infatti, Dean vede  tra gli spalti inquadrati dalle telecamere facce fin troppo note: il suo vecchio dentista, il collega di lavoro con il quale era entrato in conflitto, un suo vecchio compagno di scuola ed infine sua moglie. I vari personaggi che il protagonista scorge nello schermo della sua televisione sono accomunati da un unico fattore: sono tutti morti. Dean Evers è un personaggio solo che “mangiava guardando la partita. Si preparava la cena da solo, ormai stanco dei ristoranti e di ordinazioni a domicilio inutilmente costose”. Sua moglie è morta, suo figlio Pat non ha abbastanza tempo per fargli visita, e non ha molti amici. Ed è proprio nei momenti di solitudine e debolezza che i ricordi tornano a perseguitarci nelle sembianze di fantasmi. Una tematica ricorrente in molte storie dello Zio Steve, proprio come nel recentissimo Doctor Sleep: “Puoi chiudere le apparizioni dell’Overlook dentro le cassette di sicurezza, ma non i tuoi ricordi. Mai e poi mai. Sono loro i veri fantasmi


Una trasposizione dickensiana di uno Scrooge moderno che fissa per ore ed ore lo schermo di un televisore per ammazzare il tempo. Una lettura piacevole e profonda,  con un finale avvincente ed imprevedibile. Un piccolo testo che non deve mancare nella nostra collezione che, grazie all’accurata traduzione di Giovanni Arduino del gergo americano del baseball, riesce a scorrere fluido nella nostra immaginazione.

Peppecharmed

 

Copertina USA:

AUTORI:
Stephen King e Joe Hill
TITOLO ORIGINALE:
In The Tall Grass
PUBBLICAZIONE USA:
Giugno-Agosto 2012
PUBBLICAZIONE ITA:
13/12/2013
EDITORE ITA:
Sperling & Kupfer
FORMATO:
ebook
PREZZO:
4,99€

“Nell’erba alta” è un breve racconto che Stephen King scrive con il figlio Joe Hill. La short-story appare per la prima volta, divisa in due parti, durante l’estate del 2012 sulla rivista Esquire. In seguito, nell’ottobre dello stesso anno, viene pubblicata in due formati differenti: e-book ed audiolibro (quest’ultimo letto da Stephen Lang).  


SINOSSI UFFICIALE


"Un parcheggio abbandonato: esiste posto migliore dove ambientare una storia horror? Due fratelli accostano al ciglio di una strada dopo aver sentito il pianto di un bambino che chiede aiuto, e si addentrano nell'erba alta. Pochi minuti e perdono il senso dell'orientamento, mentre la vegetazione s'infittisce sempre di più. Ben presto si trovano separati l'uno dall'altro, angosciati dal pianto sempre più disperato del bambino. Quel che segue è terrore puro.”



RECENSIONE DI STEPHENKING.IT

Il racconto narra le vicende di due gemelli inseparabili, Cal e Becky DeMuth, che viaggiano con una Madza per le strade d’America in una tiepida giornata di aprile.  Becky è incinta di sei mesi (indecisa sul tenero o meno il figlio) e viene accompagnata dal fratello a casa a casa degli zii in modo che la tenessero con loro fino alla nascita del bambino
Attraversando una zona imprecisata del Kansas, lungo una strada fiancheggiata da erba alta,  i due protagonisti incominciano a sentire la voce di un ragazzino in cerca di soccorso (“Aiuto! Aiuto! Qualcuno mi aiuti”!), proprio quando spengono la radio e decidono di aprire una finestra per far entrare un po' d’aria. La voce sembra inverosimilmente provenire dall’erba che costeggia la strada.
I due si fermano. Si addentrano. Si perdono…  
La storia, così, inizia a risucchiare l’attenzione del lettore sempre di più in un microcosmo ideato dalla fervida immaginazione della famiglia King. Tempo e spazio verranno messi in discussione. Batterie e ricezione di telefonini non funzioneranno,  così come orologi smetteranno di scandire il tempo.             
I protagonisti naufragheranno in una sorta di “oceano verde” in cui non si ha più la possibilità di tornare a riva. Saranno presenti (ovviamente) vari elementi paranormali nel testo che gli stessi autori li considerano al pari  di quelli della serie televisiva Fringe. Ma questa non sarà la sola ad essere nominata. Nel testo, infatti, sono presenti delle allusioni al telefilm Walking Dead e al tanto amato Sons of Anarchy da parte dello zio Steve. Si alterano scene che rasentano lo splatter con brevi flashback sparsi lungo il corso del racconto.

E’ una storia coinvolgente. Appassionante. Un testo che si legge tutto d’ un fiato. Dal momento che si inizia la lettura, infatti, “non esistono [più] il giorno o la notte, [ma] solo un pomeriggio eterno”.
La storia, inoltre, sembra voler riportate il lettore nell’atmosfera de “I figli del grano” (presente nella raccolta di racconti A volte ritornano), soprattutto in relazione al setting e all’atmosfera noir. Un monito per tutti i poveri sventurati che decidono di accostare la propria macchina ed addentrassi dentro un campo poiché potrebbe celarsi qualcosa di veramente malefico tra quei fili d’erba.

“State attenti… Non perdetevi anche voi!”

Peppecharmed

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 Il Libro dei morti viventi

Anno dipubblicazione: 2000:

Casa Editrice: bompiani

Titolo originale: Book of the Dead

Pagine: 466

Numero Racconti: 16

Raccolta di racconti di vari autori dedicati al tema dei morti viventi

Prefazione di George Romero.

I 16 titoli sono:

  • "Fioritura" di Chan McConnell
  • "La mensa" di Richard Laymon
  • "Fa meno male se canti" di Ramsey Campbell
  • "Parto in casa" di Stephen King
  • "Lavori sporchi" di Philip Nutman
  • "Un triste ultimo amore allo Snack dei dannati" di Edward Bryant
  • "Corpi e teste" di Steve Rasnic Tem
  • "Scelte" di Glen Vasey
  • "I pezzi migliori" di Les Daniels
  • "Meno di zombi" di Douglas E. Winter
  • "Come cani di Pavlov" di Steven R. Boyett
  • "Sassofono" di Nicholas Royle
  • "Nel deserto Cadillac con i morti" di Joe R. Lansdale
  • "Rischiamorto" di Brian Hodge
  • "Vermone e di figli di Jerry" di David J. Schow
  • "Mangiami" di Robert R. McCammon

Titolo originale: Just After Sunset (Ed. Scribner, 2008)

 

Titolo italiano: Al Crepuscolo (Ed. Sperling & Kupfer, 2008)

 

Traduzione italiana: Tullio Dobner

 

 

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Uscito in Italia il 21 Ottobre 2008, per la prima volta in anticipo rispetto all'uscita americana (11 Novembre). E' la quinta raccolta di racconti brevi pubblicata da Stephen King. La maggior parte dei racconti era già stata pubblicata in precedenza su altre raccolte o riviste.

Elenco dei racconti:

  • 01. Willa
  • 02. Torno a prenderti (The Gingerbread Girl)
  • 03. Il sogno di Harvey (Harvey's Dream)
  • 04. Area di sosta (Rest Stop)
  • 05. Cyclette (Stationary Bike)
  • 06. Le cose che hanno lasciato indietro (The Things They Left Behind)
  • 07. Pomeriggio del diploma (Graduation Afternoon)
  • 08. N.
  • 09. Il gatto del diavolo (The Cat From Hell)
  • 10. Il New York Times in offerta speciale (The New York Times at Special Bargain Rates)
  • 11. Muto (Mute)
  • 12. Ayana
  • 13. Alle strette (A Very Tight Place)

 

Dal sito della Sperling&Kupfer

Stephen King ritorna al suo vecchio amore, il racconto, per regalarci una straordinaria galleria di tredici episodi da brivido. Dal soprannaturale all'horror, dal thriller alle storie di fantasmi.

Una raccolta avvincente di racconti ai confini del reale, che ripropone i temi in cui il Re è maestro incontrastato. C'è un uomo scampato a una devastante tragedia, che ritrova in casa oggetti dei suoi colleghi, che erano stati polverizzati con loro nell'esplosione dell'ufficio. C'è una donna che approfitta di un autostoppista sordomuto per sfogarsi della sua crisi matrimoniale e un'altra sequestrata da un sadico che vuole farla a pezzi¿L'esperienza di King come editor ospite di The Best American Short Stories, la prestigiosa antologia annuale, l'ha spronato a cimentarsi di nuovo nella storia breve, una forma narrativa che pochi riescono a maneggiare con altrettanta disinvoltura. Il risultato è un'opera in cui lo scrittore supera, ancora una volta, se stesso.

La recensione di stephenking.it

Dopo Tutto è Fatidico, l'attesa per la nuova raccolta di racconti brevi dello scrittore del Maine si è fatta attendere leggermente meno rispetto alla volte precedenti, frutto di un ritrovato amore di King per questo genere letterario che fu il suo primo amore, nonché la prima fonte di sostentamento per la sua scalcinata famiglia agli inizi degli anni 70.

Queste 13 storie sono infatti condizionate da un ritorno al racconto di puro genere, con fantasmi, sadici assassini, gatti infernali, realtà parallele e tutti gli ingrdienti nei quali lo Zio Steve si è sempre distinto, ma soprattutto dal fatto di essere stati scritti tutti negli ultimi 2 anni e non ripescati da un cassetto nel quale giacevano da chissà quanto tempo. Questo li rende tremendamente attuali, su tutti il bellissimo Le cose che hanno lasciato indietro che ha per protagonista un "reduce" dell'11 Settembre e già pubblicato nella collana Deviazioni con il titolo (migliore) Le voci delle cose.

Sopra la media anche il racconto N. , un mix di paranormale e psichiatria (ramo manie ossessivo-compulsive) con forte debito di riconoscenza per Il grande dio Pan di Arthur Machen, come ammesso dallo stesso King in appendice, e Alle strette, mini-romanzo di circa 100 pagine che probabilmente rappresenta quanto di più stomachevole il Nostro abbia mai scritto, in appendice a questo racconto scrive infatti: "Sono riuscito persino a disgustare me stesso. Be'. Un pochino." Ci vuol ben altro...

Come sempre le influenze e gli omaggi ai Maestri del genere non mancano, da Lovecraft a Poe (Il gatto del diavolo è quanto di più vicino ci sia allo stile di Poe).

Al crepuscolo si posiziona tranquillamente ai vertici della sezione bibliografica di King dedicata al racconto breve, si legge d'un fiato e può fare compagnia per 13 piacevoli notti, all'insegna della buona scrittura e della fantasia.

 

Pennywise

 

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