1970 - Moth

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MOTH. The Blanket Conspiracy; George MacLeod, Orono (Maine) 1970; illustrazione in copertina: Man Dropping a Bird, disegno originale di Diane McPherson.

(Lo Staff ringrazia la Prof.ssa Diane McPherson dell’Ithaca College di New York, che ha gentilmente messo a nostra disposizione le informazioni qui contenute)

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Moth è una raccolta di componimenti poetici scritti da un gruppo di studenti dell’Università del Maine ad Orono riuniti sotto il nome di The Blanket Conspiracy. Oltre alle composizioni di Stephen King e della sua fidanzata Tabitha Spruce (oggi Mrs.King), l'opera contiene lavori di George McLeod, Michael Alpert, Susanna Lienhard, Diane McPherson, Dave Lyon, Bruce Holsapple, Stephen Black, Mike Gilleland, Jim Smith, S.Holden-Dresser e Jean Stewart, che operarono sotto la direzione del professor Burton Hatlen. La copertina di Moth è un disegno originale della co-autrice Diane McPherson dal titolo Man Dropping a Bird, ispirato da un poema di Galway Kinnell. Dei due lavori di Stephen King inclusi in questa raccolta uno, Donovan’s Brain, è un inedito, mentre l’altro, The Dark Man, era stato già pubblicato nell’autunno 1968 su Ubris, la rivista letteraria dell’Università del Maine ad Orono, di cui Diane McPherson era editor fino alla primavera del 1969. Grazie a questa preziosa informazione sappiamo che in quell’ultimo scampolo degli anni ’60 Stephen King pubblicò su Ubris diverse opere: la già citata poesia The Dark Man, insieme al racconto Stud City e poi, nell’edizione della primavera 1969, Night Surf uno dei suoi primi racconti horror, pubblicato insieme alla poesia Harrison State Park '68.

Donovan’s Brain trae ispirazione dall’omonimo romanzo di Kurt Siodmak, nel quale il protagonista è il cervello di un ricco uomo d’affari ucciso in un incidente aereo che, mantenuto in vita artificialmente, prende possesso del corpo di un medico facendogli scoprire, poco a poco, tutte le nefandezze di cui si macchiò per giungere al successo.

The Dark Man è, invece, molto diverso e più intrigante, almeno alla luce di ciò che King avrebbe pubblicato in seguito. Scritto in prima persona, questo poema racconta dei vagabondaggi di un uomo che osserva tutto ciò che gli sta intorno, percorre strade deserte ed infine, in un campo, violenta e uccide una ragazza. Quest’uomo, malvagio ed isolato, che dall’esterno guarda con odio coloro che hanno un focolare domestico, una famiglia e degli amici, riveste un certo interesse: si tratta, infatti, della prima idea, quasi un embrione, del personaggio di Randall Flagg che tante volte ricompare, anche se con nomi e sembianze diverse, nei suoi romanzi e nella saga de La Torre Nera. Dato il lungo tempo trascorso da allora, molti dei dettagli di questa pubblicazione sono sfumati, come ad esempio la scelta del titolo Moth, le origini del nome The Blanket Conspiracy che fu adottato dal gruppo di studenti e le ragioni che indussero l’editore a scegliere proprio quel disegno per la copertina: è verosimile che sia stata la somiglianza dell’uccellino ad una falena (moth in inglese) in volo, oppure il fatto che il disegno a penna, molto semplice e a due soli colori, fosse facilmente riproducibile in stampa.