Inediti & Rarità

§ - The Lost Work of Stephen King

THE LOST WORK OF STEPHEN KING


Una panoramica sui lavori inediti, le opere incomplete, i primi racconti e tutte le pubblicazioni più rare di Stephen King Questa sezione del sito è dedicata ai lavori inediti di Stephen King, ai brevi racconti degli esordi, ai suoi saggi e scritti, anche non-fiction, più rari. Tutti i titoli qui presenti sono ordinati in un indice cronologico, dal 1956 fino ad oggi, a cui segue una breve descrizione di ogni lavoro, che include anche l’indicazione per i collezionisti delle più o meno alte probabilità di trovarlo.


RINGRAZIAMENTI


Ringraziamo in modo particolare il Dr. Stephen J. Spignesi, che ci ha gentilmente dato l'autorizzazione a pubblicare in questa sede una piccola parte del contenuto del suo libro: The Lost Work of Stephen King, ed. Overlook Connection Press, 1998 alla cui lettura rimandiamo coloro che volessero informazioni più approfondite su questo argomento. Ringraziamo anche Dave Hinchberger, proprietario e gestore dell’Overlook Connection Bookstore, senza il cui prezioso aiuto non sarebbe stato possibile contattare il Dr. Spignesi e reperire il suo libro.

Lo Staff


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Per ampliare la conoscenza delle opere di Stephen King abbiamo pensato di inserire una sezione dedicata ai suoi lavori inediti, ai brevi racconti dei suoi esordi, ai suoi saggi e scritti, anche non-fiction, più rari. Tutti i titoli sono inseriti in un indice cronologico, a partire dal 1956 fino ad oggi, a cui segue una breve descrizione di ogni lavoro, che include anche l’indicazione delle più o meno alte probabilità di trovarlo per i collezionisti.

 

INDICE

 

1 - Jhonathan and the Witchs (1956)

2 - People, Places and Things (1960)

3 - The Killer (c. 1961)

4 - The Aftermath (1963)

5 - The Star Invaders (1964)

6 - I was a teenage grave robber (1965)

7 - The glass floor (1967)

8 - King’s garbage truck (1969-70)

9 - Sword in the darkness (aprile 1970)

10 - A possible fairy tale (8 maggio 1970)

11 - Slade (estate 1970)

12 - Squad D (fine anni ‘70)

13 - The blue air compressor (1971-81)

14 - The hardcase speaks (1 dicembre 1971)

15 - Blaze (febbraio 1973)

16 - Weeds (maggio 1976)

17 - The cat from hell (marzo 1977) -> Cat from hell (giugno 1985)

18 - Wimsey (luglio 1977)

19 - The night of the tiger (febbraio 1978)

20 - Man with a belly (dicembre 1978)

21 - The King family and the wicked witch (1978)

22 - On becoming a brand name (febbraio 1980)

23 - Remembering John (13/14 dicembre 1980)

24 - The lawnmover man (1981)

25 - Between rock and a soft place (gennaio 1982)

26 - My high school horrors (1982/ febbraio 1986)

27 - Foreword to Harlan Ellison’s “Stalking the nightmare” (1982)

28 - The cannibals (1982)

29 - Skybar (1982)

30 - Peter Straub: an informal appreciation (29/31 ottobre 1982)

31 - The Evil Dead: why you haven’t seen it yet and why you ought to (novembre 1982)

32 - Berni Wrightson: an appreciation (1983)

33 - A novelist’s perspective on Bangor (27 marzo 1983)

34 - The Leprechaun (giugno 1983)

35 - Dear Walden people (agosto 1983)

36 - The Plant (I: dicembre 1982; II: dicembre 1983; III: dicembre 1985)

37 - On The Shining and other perpetrations (agosto 1982)

38 - Before the play (agosto 1982) -> (maggio 1997)

39 - Horrors! (dicembre 1983)

40 - Silver bullet (14 marzo 1984)

41 - 1984: a bad year if you fear Friday the 13th (12 aprile 1984)

42 - My first car (luglio 1984)

43 - Keyholes (c. 1984)

44 - The politics of limited editions (giugno 1985)

45 - Heroes for hope starring The X-Man (1985)

46 - “My say” by Stephen King (20 dicembre 1985)

47 - Hello Mary Lou, goodbye Rick (aprile 1986)

48 - Everything you need to know about writing successfully - in ten minutes (luglio 1986)

49 - For the birds (1986)

50 - Pinfall (1986)

51 - Banned books and other concerns: the Virginia Beach lecture (22 novembre 1986)

52 - How IT happened (ottobre 1986)

53 - The dreaded X (dicembre 1986)

54 - My ten favourites Fantasy-Horror novels & My ten favourites Fantasy-Horror short stories or novellas (1987)

55 - A postscript to “Overdrive” (febbraio 1987)

56 - Why I wrote “The Eyes of the Dragon” (febbraio 1987)

57 - What’s scaring Stephen King (febbraio 1987)

58 - Introduction to Dave Marsh’s “Glory Days” (aprile 1987)

59 - Turning the thumbscrews on the reader (giugno 1987)

60 - Entering the Rock Zone, or how I happened to marry a Rock station from outer space (ottobre 1987)

61 - Nightmares in the sky: gargoyles and grotesques (novembre 1988)

62 - Ever et raw meat? And other weird questions (6 dicembre 1987)

63 - Stephen King on censorship (1989)

64 - What Stephen King does for love (aprile 1990)

65 - An evening at God’s (1990)

66 - How I created Golden Years …and spooked dozens of TV executives (2 agosto 1991)

67 - Perfect game, shared memories (autunno 1991)

68 - The Book-banners: adventure in censorship is stranger than fiction (20 marzo 1992)

69 - Introduction to “The fugitive recapturated” (novembre 1993)

70 - The neighbourhood of the beast (1994)

71 - Introduction to “The Shawshank redemption”: the shooting script (marzo 1996)

72 - Six Stories (1997)

73 - Everything’s eventual (ottobre-novembre 1997)

74 - The wait is over (novembre-dicembre 1997)

75 - The Irish King (17 marzo 1984)

76 - The “Almost” stories

 

 

1 - Jhonathan and the Witchs (1956)

La storia é molto simile a una fiaba: il figlio di un ciabattino viene mandato dal padre in cerca di fortuna, un giorno si imbatte in un coniglio che fugge dai cacciatori e gli salva la vita. Ma il coniglio si rivela essere una fata che lo ricompensa concedendogli tre desideri. Questo è uno dei primissimi racconti scritti da uno Stephen King ancora bambino: aveva soltanto nove anni. Malgrado ciò le possibilità di reperirlo sono ottime, infatti é incluso in un’antologia intitolata “First words”, ancora disponibile nelle librerie, che raccoglie i primi lavori di giovani scrittori divenuti in seguito famosissimi.

 

2 - People, Places and Things (1960)

É una raccolta di diciotto racconti fiction e horror della lunghezza di una pagina ciascuno, preceduti da una introduzione. King la scrisse verso la fine degli anni ’50 assieme a Chris Chesley.

Le possibilità di reperirla per i collezionisti sono nulle dato che l’unica copia originale esistente appartiene a Stephen King.

Esistono alcuni esemplari fotocopiati in possesso di una dozzina di esperti della letteratura kinghiana, ma si tratta di materiale del tutto inaccessibile ai normali collezionisti.

Qui di seguito viene elencato il piano dell’opera: le abbreviazioni SK (Stephen King) e CC (Chris Chesley) indicano l’autore del racconto.

 

Forward (Introduzione)

THE HOTEL AT THE END OF THE ROAD (SK) *

GENIUS (CC)

TOP FORTY, NEWS, WEATHER, AND SPORTS (CC)

BLOODY CHILD (CC)

I’VE GOT TO GET AWAY! (SK)

THE DIMENSION WARP (SK)

THE THING AT THE BOTTOM OF THE WELL (SK)

REWARD (CC)

THE STRANGER (SK)

A MOST UNUSUAL THING (CC)

GONE (CC)

THEY’VE COME (CC)

I’M FALLING (SK)

THE CURSED EXPEDITION (SK)

THE OTHER SIDE OF THE FOG (SK)

SCARED (CC)

CURIOSITY KILL THE CAT (CC)

NEVER LOOK BEHIND YOU (SK & CC)

Nota: "The Hotel at the end of the road" é stato pubblicato nella quarta edizione di Market Guide for Young Writers.

 

3 - The Killer (c. 1961)

Si tratta di una storia di fantascienza della lunghezza di una pagina scritta nel 1961. Per i collezionisti ci sono buone possibilità di entrarne in possesso visto che è stato pubblicato nel 1994 nella rivista “Famous monsters of filmland”.

L’originale dattiloscritto è ovviamente irreperibile e King stesso racconta il perché nel suo saggio “On writing”: aveva tredici anni quando lo scrisse e, sperando che venisse pubblicato, lo inviò alla rivista “Spacemen”. Come da politica aziendale la pagina fu trattenuta dall’editore, ma la pubblicazione del lavoro venne rifiutata.

Una ventina d’anni dopo, King era seduto davanti ad una fila di fans venuti a farsi autografare i libri in una libreria di Los Angeles quando, arrivato il suo turno, gli si presentò davanti Forrest J. Ackerman in persona (il proprietario della rivista “Spacemen” e anche di “Famous Monsters of Filmland”) e gli porse quella pagina affinché l’autografasse. Anche se dice di non ricordarlo con certezza, a causa della situazione surreale, King pensa di averlo accontentato.

 

4 - The Aftermath (1963)

Questo é il primo lavoro di una certa consistenza che Stephen King scrisse quando aveva sedici anni: 76 pagine scritte a spaziatura singola per un totale di 50.000 parole. Si tratta di un romanzo di fantascienza: si svolge sulla Terra, quasi completamente spopolata dopo la Guerra Atomica. Non è stato mai pubblicato e pertanto non ne esistono copie oltre l’esemplare originale il quale è custodito presso l’archivio delle collezioni speciali della Raymond Fogler Library - University of Maine in Orono (UMO).

 

5 - The Star Invaders (1964)

La Terra è assediata da alieni ostili che hanno rapito uno dei suoi difensori per costringerlo a rivelare il nascondiglio del più grande scienziato terrestre, inventore di un’arma in grado di annientarli. Si tratta di un breve racconto di fantascienza, della lunghezza di diciassette pagine, scritto quando King era ancora un teenager. Non è stato mai pubblicato e l’unica copia esistente è in possesso di Stephen King.

 

6 - I was a teenage grave robber (1965)

Questa é la prima storia di Stephen King che sia stata pubblicata, anche se non a livello commerciale. Apparve per la prima volta su “Comics review”. La storia è piuttosto originale: il protagonista è un piccolo orfano reclutato da uno scienziato pazzo il quale lo manda a trafugare cadaveri da usare per esperimenti.

Anche questo lavoro è ricordato nel suo saggio “On writing”, ed in particolare il disappunto di King per il cambiamento del titolo del racconto nella seconda pubblicazione (avvenuta su “Stories of suspance”), in “In a Half-world of terror”.

Per i collezionisti questo è uno dei pezzi più rari in assoluto: tanto “Comic review” che “Stories of suspance” sono di difficilissima reperibilità.

 

7 - The glass floor (1967) à (1990)

Si tratta della prima pubblicazione professionale di King che, per questo lavoro fu pagato 35 dollari. La storia, che risale al 1966 e fu pubblicata soltanto l’anno seguente, è un breve e cupo racconto in puro stile horror nel quale si ritrovano molte tracce dell’influenza di E.A. Poe: Charles Wharton indaga sulla morte misteriosa della sorella, Janine, avvenuta in una grande casa vittoriana; e se l’esordio di questo racconto è, tutto sommato, abbastanza ordinario l’epilogo non lo è affatto.

Soltanto due le apparizioni in stampa: la prima, nel 1967, su “Startling Mistery Stories” oggi è un’autentica rarità, mentre la seconda, più facilmente rintracciabile, è avvenuta a cura della rivista “Weird Tales” nel 1990.

 

8 - King’s garbage truck (1969-70)

Era il titolo della rubrica tenuta da Stephen King nel giornale universitario. La totalità dei suoi contributi é costituita da 47 colonne di commenti e critiche, per un totale di circa 35.000 parole, scritte tra il febbraio 1969 e il maggio 1970 per il “The Maine Campus” giornale studentesco dell’Università del Maine ad Orono (UMO).

Poterlo anche soltanto visionare pone non pochi problemi: infatti le copie originali del giornale, che erano custodite presso l’UMO, furono rubate tra il 1988 e il 1989. Si conservano fortunatamente i microfilm che, di fatto, ne sono l’unica fonte superstite conosciuta. Per avere accesso a questo materiale è necessario ottenere un permesso scritto di Stephen King in persona.

Nota: prossimamente sarà incluso nel volume "Stephen King: The Non-Fiction" della Cemetery Dance Publications.

 

9 - Sword in the darkness (aprile 1970)

Scritto nel 1970, con le sue 485 pagine per un totale di 150.000 parole, è il più lungo dei lavori inediti di King, e rappresenta il suo tentativo di scrivere di cose con le quali aveva assai poca familiarità: rivolte e agitazioni a sfondo razziale, stupri, rapimenti e un clima di selvaggia violenza urbana del tutto sconosciuta nell’ovattata atmosfera della sua cittadina natale.

Nessuna speranza per i collezionisti: l’unico esemplare esistente è custodito presso l’archivio delle collezioni speciali della Raymond Fogler Library - University of Maine in Orono (UMO), e se ne può ottenere la visione soltanto dietro permesso scritto di King.

Nota: il primo capitolo di 'Sword in the darkness' é stato pubblicato su "Stephen King, uncollected, unpublished" nel 2006.

10 - A possible fairy tale (8 maggio 1970)

Durante gli anni della guerra del Vietnam Stephen King era studente all’università, ed in questo saggio, scritto nel 1970 per “The Paper”, si schiera apertamente contro il conflitto armato.

Le possibilità accedere a questo lavoro di King non risiedono tanto nella difficoltà ad ottenere il permesso scritto da lui, quanto nel vero e proprio reperimento materiale del periodico. “The Paper” infatti era una pubblicazione speciale del giornale studentesco “The Maine Campus”, nonché la sola apparizione in stampa del saggio in questione. Dopo il furto delle copie originali del giornale studentesco è persino possibile che di questo lavoro non resti traccia neppure nei microfilm.

 

11 - Slade (estate 1970)

Romanzo ad ambientazione western, anche se sarebbe più corretto definirlo una parodia del genere. Era costituito da otto apparizioni a stampa sul giornale studentesco e, stante il furto di cui abbiamo già parlato, se ne può estrarre una copia soltanto grazie ai microfilm. Particolare interessante: questo è l’unico, fra i lavori inediti di King conservati in microfilm presso l’UMO, per la cui visione non sia richiesto il suo permesso scritto.

 

12 - Squad D (fine anni ‘70)

Si tratta di un breve racconto di undici pagine che Stephen King scrisse per l’antologia “The Last Dangerous Visions” di Harlan Ellison, la cui pubblicazione era prevista per la fine degli anni ’70 ma non avvenne mai. Non è dato sapere se il testo preparato per la stampa corrispondesse in modo integrale al manoscritto di King.

 

13 - The blue air compressor (1971-81)

Breve e raccapricciante racconto scritto da King ai tempi dell’università, nel 1971. I protagonisti sono uno scrittore che vive vicino al mare, e la sua padrona di casa, una donna esageratamente grassa.

Benché non semplicissima, la caccia a questo racconto ha buone probabilità di successo: una decina d’anni dopo la prima pubblicazione, il racconto venne revisionato da King per una seconda pubblicazione sulla rivista “Heavy Metal”, la cui reperibilità nel mercato dell’usato è ancora piuttosto semplice. Discorso completamente diverso per la prima edizione apparsa su “Onan” la rivista letteraria dell’UMO, praticamente introvabile.

 

14 - The hardcase speaks (1 dicembre 1971)

Si tratta di un poema di 66 righe in verso libero pubblicato su “Contraband 2”, una rivista letteraria di Portland (Maine), assieme a lavori di Tabitha King, Jim Bishop, Burton Hatlen, e James Lewissohn, quattro scrittori pubblicamente associati con Stephen King.

Procurarsi questo poema è molto difficile, “Contraband 2” era una pubblicazione di nicchia, scarsamente conosciuta. L’unica copia rintracciabile con sicurezza è quella che si trova presso l’Università del Maine, però se non si è studenti le probabilità di ottenere il permesso per accedervi sono scarse.

 

15 - Blaze (febbraio 1973)

Un lavoro di circa 50.000 parole, completato ma rimasto inedito, che Stephen King scrisse contemporaneamente al romanzo “Second coming” (meglio conosciuto col suo titolo definitivo e col quale é divenuto famoso: “’Salem’s Lot”).

“Blaze” è stato definito dallo stesso King come una imitazione letteraria di “Uomini e topi” di John Steinbeck.

L’unico esemplare manoscritto di “Blaze” è custodito presso l’archivio delle collezioni speciali della Raymond Fogler Library - University of Maine in Orono (UMO), e se ne può ottenere la visione soltanto dietro permesso scritto di King.

Nota: nel 2007 Stephen King ha pubblicato “Blaze” come opera postuma di Richard Bachman.

 

16 - Weeds (maggio 1976)

Questa è la stesura originale del racconto “Lonesome death of Jordy Verrill”, in seguito adattata alla versione cinematografica in Creepshow.

Procurarsi questo racconto per i collezionisti è difficile, ma non del tutto impossibile: le due pubblicazioni sono infatti avvenute entrambe sulle pagine patinate di riviste per soli uomini, Cavalier nel 1976, e Nugget nel 1979.

Nota: Cemetery Dance includerà "Weeds" nella raccolta "Shivers VII" in corso di pubblicazione.

 

17 - The cat from Hell (marzo 1977) -> Cat from hell (giugno 1985)

Si tratta di un racconto horror che ha come protagonista un gatto. King lo scrisse su commissione della rivista per soli uomini “Cavalier”.

Nye Willden, direttore della rivista, mostrò la foto del gatto a Stephen King dicendogli di scrivere soltanto le prime 500 parole del racconto, perché in seguito sarebbe stato indetto un concorso tra i lettori per scriverne il finale. Dato che King si trovava in una fase creativa scrisse tutto il racconto ma, in vista del concorso, vennero pubblicate soltanto le prime 500 parole. Due mesi dopo uscì un numero della rivista contenente la stesura originale di King assieme a quella del vincitore del concorso.

Quest’ultima versione è tutto sommato facile da trovare nel mercato dell’usato, il discorso invece cambia completamente per chi cercasse il numero di “Cavalier” con la sola prima parte da completare.

“Cat from Hell” è un articolo nel quale King spiega come nacque “The Cat from Hell”. Procurarselo è molto difficile: l’unica apparizione in stampa è avvenuta sul notiziario “Castle Rock”, attualmente fuori pubblicazione e poco diffuso nel mercato dell’usato.

Nota: questo racconto è apparso in Italia nella raccolta “Gatti da brivido”, edita da Fanucci, col titolo “Il gatto che viene dall’inferno”.

 

18 - Wimsey (luglio 1977)

Nel 1977 fu proposto a Stephen King di scrivere un racconto sul personaggio creato dalla romanziera Dorothy Sayers, il Detective Lord Peter Wimsey. Il lavoro fu iniziato ma restò incompiuto, “Wimsey” infatti consiste di quindici pagine dattiloscritte di cui quattordici costituiscono il primo capitolo e la quindicesima è la prima (e l’ultima) del secondo capitolo. Soltanto sei persone al mondo possiedono le copie di questo racconto, fatto che lo pone del tutto fuori portata per i normali collezionisti.

 

19 - The night of the tiger (febbraio 1978)

Si tratta di un breve racconto scritto da Stephen King contemporaneamente a “The glass floor” all’età di diciannove anni e, come questo, fu proposto per la pubblicazione a “Startling Mistery Stories” ma rifiutato dall’editore a causa della sua eccessiva lunghezza. La storia è ambientata in un circo ed è imperniata sulla lotta soprannaturale fra la forza di volontà di due uomini e di una tigre.

Per i collezionisti ci sono buone probabilità di entrarne in possesso visto che dalla sua prima edizione, avvenuta nel 1978, è stato ristampato varie volte.

 

20 - Man with a belly (dicembre 1978)

Il titolo riprende un tipico modo di dire siciliano che si usa per definire “un uomo con gli attributi”. Questo è uno strano racconto che costituisce l’unica incursione letteraria di King nel mondo della malavita organizzata. Il protagonista di questa storia è infatti Don Vito Correzente, un boss mafioso siciliano che, infuriato con la moglie che gli ha mancato di rispetto, ingaggia un sicario affinché la violenti.

Trovarlo è estremamente difficile in quanto le sole apparizioni in stampa sono avvenute sulle pagine di “Cavalier” e “Gent”, due riviste per soli uomini.

 

21 - The King family and the wicked witch (1978)

Era in origine un breve raccontino scritto da King per i suoi figli nel 1977, in seguito venne donato ad un vecchio compagno di college divenuto editore di un giornale del Kansas: “The Flint”.

Le possibilità di trovarlo sono molto scarse: questo giornale non si trova negli archivi bibliotecari delle più grandi città americane, ma è presumibile che sia stato archiviato da qualche biblioteca dello stato del Kansas.

 

22 - On becoming a brand name (febbraio 1980)

E’ un interessante saggio nel quale Stephen King racconta quanto rapidamente il suo nome fosse divenuto noto a tutti, dopo la pubblicazione di “Carrie” e “’Salem’s Lot”, esclusivamente in ragione del suo essere scrittore di romanzi horror. Assieme a queste considerazioni King parla anche della sua vita recente di scrittore, e fornisce alcuni dettagli sulla genesi di alcuni dei suoi primi lavori. Purtroppo questo interessante saggio è di difficile reperibilità, perché nessuna delle sue tre apparizioni in stampa è localizzabile con certezza.

Nota: pubblicato recentemente nella raccolta di saggi e interviste "Secret Windows", Book of the Month Club, 2000.

 

23 - Remembering John (13/14 dicembre 1980)

Commovente elogio scritto in memoria di John Lennon pochi giorni dopo l’assassinio di questi, l’8 dicembre 1980 a New York, e pubblicato, cinque giorni dopo, sul “The Bangor Daily News”. Per trovarlo è sufficiente cercare in una biblioteca del Maine e farne una fotocopia, oppure scrivere al giornale richiedendo l’articolo specifico.

 

24 - The Lawnmover Man (1981)

Si tratta dell’adattamento a fumetti dell’omonimo racconto, il testo è di Stephen King, i disegni sono di Walter Simonson.

L’unica apparizione è avvenuta nel 1981 in un albo a fumetti Marvel mai più ristampato, e per questo motivo è un pezzo molto raro.

 

25 - Between rock and a soft place (gennaio 1982)

La musica rock è un argomento molto caro a King. Questo saggio è in realtà un elogio, un elogio “funebre” scritto in memoria della rock-music pura e della radio AM (in modulazione d’ampiezza) soppiantata quasi totalmente dalla FM (modulazione di frequenza). Lo stesso tema verrà ripreso più ampiamente qualche anno dopo in un altro suo lavoro.

Questo saggio si può trovare senza troppi problemi in quanto fu pubblicato su “Playboy”, rivista facilmente reperibile nel mercato dell’usato.

 

26 - My high school horrors (1982/ febbraio 1986)

Questo divertente saggio fu scritto da King attingendo alla sua esperienza di insegnante di inglese alla Hampden Academy. E naturalmente si parla di esperienze horror nell’accezione che un’insegnante può avere di questo termine: alunni troppo chiacchieroni, classi di morti viventi, odori nauseabondi, contatti prolungati fra allievi maschi e femmine, rumori di oscura provenienza, radio ad alto volume.

Sfortunatamente questa autentica chicca del “Prof.King-pensiero” è apparsa soltanto due volte in stampa, ed entrambe le volte su pubblicazioni che attualmente sono di difficilissima reperibilità: “Sourcebook” e “Castle Rock”.

 

27 - Foreword to Harlan Ellison’s “Stalking the nightmare” (1982)

Tecnicamente non si tratterebbe di un lavoro di King ma di Harlan Ellison. Stephen King ha scritto soltanto la prefazione a questo libro, che raccoglie brevi racconti di fantasia e saggi, intitolato “Stalking the nightmare”.

Nessun problema per procurarselo: l’edizione paperback del libro è ancora disponibile in libreria.

 

28 - The cannibals (1982)

 

Romanzo inedito. Chiamarlo racconto sarebbe riduttivo dato che si sa con certezza che consta di ben 450 pagine. King lo scrisse a mano durante le pause delle riprese del film “Creepshow”. La tematica prende spunto da una paura di King e, com’è evidente, parla di cannibalismo.

Si tratta di un lavoro inedito mai apparso sul mercato del collezionismo, e la cui stessa esistenza era ignota fino alla fine degli anni ’80.

Nota: King ha in seguito pubblicato per la casa editrice Scribner il romanzo "Under the Dome", nato dalla medesima idea dalla quale era scaturito "The Cannibals", che King elaborò già nei primi anni '80. E' rimasta inalterata la tematica di fondo mentre la consistenza è stata notevolmente ampliata, com'era lecito attendersi dalle migliori opere di King.

 

29 - Skybar (1982)

L’esordio e l’epilogo di un breve racconto horror che il lettore era chiamato a completare con uno svolgimento di sua invenzione. E’ difficile trovare questo libro, perché dopo l’uscita dalla stampa non è stato più ristampato. Di tanto in tanto, però, se ne trova qualche esemplare nel mercato dell’usato.

 

30 - Peter Straub: an informal appreciation (29/31 ottobre 1982)

King scrisse questo saggio contemporaneamente alla stesura a quattro mani de “Il Talismano”. Si tratta di un vero e proprio elogio: un sincero apprezzamento, sia come scrittore che come persona, all’amico Peter Straub, co-autore di due dei suoi best-sellers.

Trovarne un esemplare è oggi quasi impossibile, visto che apparve soltanto nel programma pubblicato in occasione della World Fantasy Convention 1982, e non fu mai più ristampato.

 

31 - The Evil Dead: why you haven’t seen it yet and why you ought to (novembre 1982)

In questo articolo, scritto per la rivista “Twilight Zone”, King recensisce il film di Sam Raimi “The Evil Dead” (“La Casa” in Italia) e ovviamente si tratta di una recensione positiva visto il gusto di King per il genere horror/splatter. Cercandolo si può riuscire a trovarlo, tuttavia non è un compito semplicissimo, visto che “Twilight Zone” ha chiuso le pubblicazioni da molto tempo.

 

32 - Berni Wrightson: an appreciation (1983)

Sono due pagine nelle quail King esprime il suo apprezzamento per Berni Wrightson, il disegnatore che realizzò le tavole a fumetti per “Creepshow” e le illustrazioni di “Cycle of the Werewolf”. Queste due pagine apparvero unicamente come introduzione ad una edizione speciale, limitata a 350 esemplari, di “Cycle of the Werewolf”. E’ piuttosto difficile da reperire per i collezionisti, e quando appare sul mercato dell’usato i prezzi sono molto alti.

 

33 - A novelist’s perspective on Bangor (27 marzo 1983)

Saggio scritto da King in occasione di un evento benefico promosso dalla Bangor Historical Society e pubblicato soltanto nel programma della serata distribuito ai partecipanti. Parla della tranquilla cittadina di Bangor nel Maine, nella quale la famiglia King ha stabilito da anni la propria residenza. Reperire questo saggio nella sua veste originale è quasi impossibile visto il tipo di pubblicazione di cui si tratta, ma ottenerne una copia da una delle biblioteche presenti nello stato del Maine non dovrebbe presentare particolari problemi.

 

34 - The Leprechaun (giugno 1983)

Era un racconto che King scrisse per il figlio più piccolo, Owen, e originariamente consisteva in circa trenta pagine manoscritte di un notes, purtroppo smarrito da King durante una gita in motocicletta. Tentando di ricostruire a memoria il contenuto del racconto sono nate le cinque pagine che attualmente costituiscono tutto ciò che resta di “The Leprechaun”.

Nessuna speranza per i collezionisti in quanto la stesura originale è andata perduta e procurarselo è impossibile per chiunque. Tranne che per il fortunato che si è imbattuto nel notes di King.

 

35 - Dear Walden people (agosto 1983)

E’ una lettera indirizzata ai clienti di Waldenbooks che King scrisse in occasione dell’uscita del suo libro “Stagioni Diverse”. Nella lettera parla di scrittori come lui, divenuti famosi per aver scritto libri di un certo genere: horror, fantasy, o storie d’amore, ecc…, e che però scrivono anche altri tipi di storie, non catalogabili nel genere che li ha resi famosi.

Per i collezionisti non è troppo difficile entrare in possesso di questa lettera in quanto fu scritta specificamente per la newsletter di Waldenbooks e pubblicata sotto il copyright di questa, non di Stephen King, pertanto ottenerne una copia non dovrebbe porre particolari problemi. Discorso completamente diverso, ovviamente, nel caso in cui si cercasse un esemplare della newsletter originale.

 

36 - The Plant (I: dicembre 1982; II: dicembre 1983; III: dicembre 1985)

Tra gli appassionati “The Plant” è la più conosciuta tra le opere rare di Stephen King. Era nata inizialmente come singolare biglietto d’auguri che la famiglia King mandava ad amici e familiari in occasione del Natale. Pubblicata attraverso la casa editrice di King, la Philtrum Press, le edizioni delle prime tre parti di “The Plant” erano tutte numerate ed autografate; in seguito nacque anche una sorta di esperimento editoriale in base al quale i lettori potevano scaricare via internet i vari capitoli della storia pagando, o impegnandosi a pagare in seguito, una piccola somma a King. Purtroppo, a causa dell’impegno non onorato da una larga parte dei lettori oppure, come alcuni sospettano, per una situazione di stallo della storia, la pubblicazione si è interrotta al sesto capitolo.

Procurarsi “The Plant” non presenta grandi problemi, a patto di possedere notevoli risorse economiche: le edizioni cartacee si vendono infatti a prezzi altissimi anche perché ogni esemplare è autografato e numerato.

 

37 - On The Shining and other perpetrations (agosto 1982)

E’ un ponderoso saggio biografico nel quale Stephen King parla degli anni giovanili, nei quali tentava con tutte le sue forze di diventare uno scrittore, della genesi di quello che da molti è considerato uno dei suoi migliori romanzi: “The Shining”, e della sua convinzione che fosse necessario un prologo alla storia [vedi più avanti “Before the play”], ed infine di quello che uno scrittore prova davvero dentro di sé quando gli viene rivolta l’eterna ed inevitabile domanda: “Dove prende le sue idee?”.

Avere questo saggio è difficile a causa della sua unica pubblicazione sulla rivista “Whispers”, ma non è così impossibile come altri lavori di King e, anche se a prezzi abbastanza alti, la si può trovare nel mercato del collezionismo.

 

38 - Before the play (agosto 1982) ->(maggio 1997)

Come dice il nome stesso, si tratta di un prologo, un antefatto a “The Shining” che racconta la spaventosa storia dell’Overlook Hotel prima dell’arrivo di Jack Torrance. Nella sua versione originaria il prologo consisteva di cinque capitoli che si sarebbero dovuti anteporre al romanzo, ma nella stesura definitiva King non li utilizzò mai.

Esistono due pubblicazioni di “Before the play”: la versione integrale in cinque capitoli, apparsa nello stesso numero della rivista “Whispers” che pubblicò “On The Shining and other perpetrations”, e una seconda versione, priva del primo e del terzo dei cinque capitoli, apparsa su una guida televisiva nel 1997. Inutile dire che quest’ultima versione è molto più facile da reperire e più a buon mercato.

 

39 - Horrors! (dicembre 1983)

Un lavoro piuttosto originale per King: si tratta di uno schema di parole crociate a tema horror del quale King fu chiamato a scrivere le 118 definizioni. Lo schema fu creato da Mike Shenk.

E’ apparso in tre differenti occasioni: la prima assoluta su “Games” nel 1983 e poi su un’edizione speciale nel 1997. Nel 1985 fu pubblicato sulla newsletter “Castle Rock” ed è proprio questa l’edizione più rara che ormai raggiunge prezzi molto elevati nel mercato dell’usato. Avere le altre due è relativamente più facile, anche se il trascorrere degli anni non rende agevole il compito.

 

40 - Silver bullet (14 marzo 1984)

Manoscritto rimasto inutilizzato nel quale King rivedeva la sceneggiatura del film “Silver bullet”, trasposizione cinematografica di “Cycle of the Werewolf”. Trovarlo è impossibile: le otto paginette sono infatti contenute nel famoso “The Stephen King notebook”, un notes rilegato a spirale che King dono ad un’asta di beneficenza nel 1988. Il notes ha cambiato mani più volte da allora, sempre a prezzi dissuasivi per la maggior parte dei collezionisti, e non è in alcun modo accessibile al pubblico.

 

41 - 1984: a bad year if you fear Friday the 13th (12 aprile 1984)

Stephen king é una di quelle persone che hanno una vera avversione, quasi una fobia, per tutto quanto contenga il numero 13, e questo saggio é basato proprio su questa paura irrazionale. Trovarlo non è troppo difficile se si ha accesso ad una biblioteca ben fornita di microfilm del New York Times, giornale sul quale apparve per la prima volta. Fu pubblicato anche su “Castle Rock” ma in tal caso la ricerca è ben più ardua.

 

42 - My first car (luglio 1984)

Si tratta di un articolo nel quale King ricorda con nostalgia la sua prima automobile, una Galaxy del 1964. Trovarlo può essere difficile ma non costoso dato che apparve su GQ, e che questo numero potrebbe essere ancora disponibile tra gli arretrati.

 

43 - Keyholes (c. 1984)

Un breve racconto di due pagine e mezza ambientato nello studio di uno psichiatra, e rimasto incompiuto. Il testo, scritto a mano, è parte del notes donato da King all’asta di beneficenza, e pertanto del tutto irreperibile.

 

44 - The politics of limited editions (giugno 1985)

In questo articolo Stephen King fornisce una spiegazione, una giustificazione, a tutti coloro che hanno fatto sentire la loro voce per criticare aspramente la pubblicazione di edizioni limitate di libri come: “L’ultimo cavaliere”, “Gli occhi del drago” e “Unico indizio la luna piena”. Ironia della sorte, trovare questo articolo è persino più difficile di quanto non sia reperire una delle tirature limitate dei libri di cui sopra: apparve infatti in due parti, unicamente su due numeri della newsletter “Castle Rock”.

 

45 - Heroes for hope starring The X-Man (1985)

Nel 1984 la fame mieté molte vittime in Africa. Un’iniziativa benefica chiamò alcuni artisti e scrittori per realizzare una raccolta di fondi a favore delle popolazioni colpite dalla piaga. Fu così realizzata una speciale edizione dell’albo a fumetti X-Men che, tra gli altri, vide la partecipazione di Stephen King e Berni Wrightson. Il contributo di King si estende per tre pagine, per un totale di diciassette tavole disegnate da Wrightson (il quale ha curato esclusivamente i disegni per King) e 320 parole. Trovarlo non dovrebbe essere troppo difficile presso i mercatini dell’usato e nei negozi specializzati in albi a fumetti.

 

46 - “My say” by Stephen King (20 dicembre 1985)

Un’intervista a Ron Bush (un veterano dell’editoria), pubblicata su “Publisher’s weekly” nel 1985, è la premessa a questo articolo che Stephen King scrisse alla stessa rivista a neanche un mese di distanza.

Ron Bush analizza dal suo punto di vista la crisi del mercato dei paperback imputandola alla scarsa aggressività delle case editrici che non fanno nulla per invertire questo fenomeno. Stephen King invece parte da un punto di vista diverso: il suo trascorso di giovane lettore squattrinato in grado di potersi comprare soltanto edizioni paperback, e la considerazione che, quando il tenore di vita migliora, quando i soldi non sono più un problema, allora la scelta del lettore cade sull’edizione rilegata. Trovare questo articolo è semplice, è apparso tre volte sempre in versione integrale e adesso anche su “The lost work of Stephen King” per gentile concessione di “Publisher’s weekly”.

 

47 - Hello Mary Lou, goodbye Rick (aprile 1986)

E’ una cosa abbastanza nota l’amore, la passione vera di Stephen King per la musica rock degli anni ’60, ancora incontaminata dale influenza di altri generi musicali. Ciò lo ha spinto a mettere assieme i “The Rock Bottom Remainders”, un gruppo rock del quale fanno parte, oltre allo stesso King, alcuni suoi colleghi scrittori. Questo saggio è un elogio scritto in memoria di Rick Nelson, un cantante rock morto improvvisamente, a causa di un incidente aereo, la notte di capodanno 1985/86. Trovarlo è una vera impresa perché “Spin”, la rivista nella quale fece la sua prima ed unica apparizione in stampa, non è archiviata da biblioteche e nel mercato dell’usato raggiunge prezzi elevati.

 

48 - Everything you need to know about writing successfully - in ten minutes (luglio 1986)

Un interessante articolo nel quale Stephen King, tenendo fede al titolo dell’articolo, spiega in dodici punti quali sono le cose da fare, e gli errori da non commettere, per diventare scrittori di successo.

Procurarsene una copia non dovrebbe costituire un problema dal momento che “The Writer” e soprattutto “The Writers Handbook” sono archiviati nelle biblioteche.

 

49 - For the birds (1986)

Un racconto brevissimo che King scrisse per una antologia alla quale collaborarono anche altri scrittori famosi, ed i cui pezzi terminavano sempre con terribili giochi di parole.

La reperibilità è ottima e si trova comunemente in molte librerie dell’usato.

 

50 - Pinfall (1986)

Si tratta di una parte della sceneggiatura di Creepshow II relative ad una parte non girata. La sua reperibilità è fuori dalla portata di un normale collezionista.

Note: disponibile come allegato alla recente (febbraio 2008) edizione speciale americana in 2 dvd del film Creepshow II.

 

51 - Banned books and other concerns: the Virginia Beach lecture (22 novembre 1986)

Si tratta di un lungo discorso, seguito da una serie di domanda-risposta, che Stephen King tenne a Virginia Beach, trascritto integralmente nel 1989 su “The Stephen King Companion”. Il tema centrale del discorso, delle domande e delle risposte, è quello della esclusione di talune opere di king dalle biblioteche, scolastiche e non, di molte città americane. E’ un tema che verrà trattato anche più avanti a proposito della censura. Nessun problema per la reperibilità, si trova ancora in commercio l’edizione paperback.

Nota: pubblicato recentemente nella raccolta di saggi e interviste "Secret Windows", Book of the Month Club, 2000.

 

52 - How IT happened (ottobre 1986)

Si tratta di una breve presentazione del suo monumentale romanzo “IT”, scritta in occasione della sua uscita nella Selezione del Club degli Editori. King svela i retroscena della stesura di questo capolavoro, e spiega come nacque l’idea stessa della sua realizzazione. Trovarlo nella versione integrale è molto difficile, i bollettini del Club degli Editori non vengono conservati nelle biblioteche e negli archivi; ne esiste una versione abbreviata che è stata pubblicata su “The Writer”, e si può trovare nelle biblioteche.

 

Nota: pubblicato recentemente nella raccolta di saggi e interviste "Secret Windows", Book of the Month Club, 2000.

 

53 - The dreaded X (dicembre 1986)

E’ una lunga dissertazione di King sul sistema di classificazione dei film e su come il suo “Maximun Overdrive” rischiò di essere inserito tra le X (categoria di film vietata ai minori) a causa di alcune scene di violenza. La prima apparizione di questo lavoro avvenne sulla newsletter Castle Rock nel 1986/87, in seguito apparve su due antologie “Gauntlet”. Trovarlo è difficile in tutte e tre le edizioni.

 

54 - My ten favourites Fantasy-Horror novels & My ten favourites Fantasy-Horror short stories or novellas (1987)

Si tratta di due contributi all’antologia Writer’s Digest Books “How to write tales of Horror, Fantasy & Science Fiction”, nei quali King elenca le sue dieci preferenze in materia di romanzi e racconti brevi.

Entrarne in possesso è semplice dal momento che l’edizione paperback di questa antologia è ancora presente nel catalogo dell’editore.

 

55 - A postscript to “Overdrive” (febbraio 1987)

Quando Stephen King lavorava alla sceneggiatura di “Maximum Overdrive” il problema che si poneva, sia a lui che ai produttori, era quello di evitare che il film fosse classificato tra quelli X (cioè vietati ai minori) ed ottenesse invece una R (minori ammessi con la presenza dei genitori). Questo breve saggio raccoglie le impressioni di Stephen King sulla regia di “Maximum Overdrive”, e sui tre tagli che fu necessario operare alla pellicola originale in modo da ottenere la R invece della X.

L’unica apparizione di questo lavoro avvenne su Castle Rock nel 1987, ed è difficile da trovare.

 

56 - Why I wrote “The Eyes of the Dragon” (febbraio 1987)

In questo saggio Stephen King spiega le ragioni che lo hanno portato a scrivere il romanzo fantasy “Gli occhi del drago” specificamente per sua figlia Naomi che, fino all’età di tredici anni, non lesse neanche uno dei libri del padre. Per chi cercasse di procurarselo vale lo stesso discorso fatto per il saggio su Maximum Overdrive: è stato pubblicato infatti sullo stesso numero della newsletter “Castle Rock” nella sua unica uscita in edizione integrale. Una versione davvero ridottissima è apparsa nei risvolti di copertina delle edizioni rilegate de “Gli occhi del drago”.

 

57 - What’s scaring Stephen King (febbraio 1987)

Un appassionato saggio nel quale King paragona la censura al fascismo, una posizione un po’ estrema senz’altro, ma comprensibile quando si considera che delle due dozzine di titoli scritti da Stephen King fino ad allora (1987) soltanto due (“Danse macabre” e “Gli occhi del drago”) scamparono alle maglie della censura. Tutti gli altri ebbero vita difficile, e furono banditi da varie biblioteche di scuole ed istituti negli Stati Uniti.

Trovarlo è tutto sommato facile: venne pubblicato su “Omni”, periodico di scienza e fantascienza appartenente a Bob Guccione (l’editore di Penthouse) e spesso viene archiviato nelle biblioteche.

 

58 - Introduction to Dave Marsh’s “Glory Days” (aprile 1987)

Questo testo sarebbe dovuto servire da introduzione ad un libro scritto dal suo amico Dave Marsh (il quale, tra l’altro, è anche un componente della band “The Rock Bottom Remainders”), una biografia di Bruce Springsteen intitolata “Glory Days”. Trovarlo è impossibile perché è inedito: il testo giunse troppo tardi per poterlo aggiungere in corso di stampa.

 

59 - Turning the thumbscrews on the reader (giugno 1987)

Un breve saggio, originariamente un’intervista, della lunghezza di una pagina nel quale Stephen King parla della realizzazione di “Misery”, un romanzo che potrebbe venir accostato ai Racconti delle mille e una notte col sottotitolo: “scrivere per vivere”.

Le possibilità di trovarlo sono quasi nulle, l’unica apparizione in stampa è avvenuta sui bollettini periodici del “Book of the month club news”, e queste pubblicazioni non soltanto non vengono archiviate dalle biblioteche, ma non sono neppure conservate dai negozi specializzati nel mercato dell’usato.

 

Nota: pubblicato recentemente nella raccolta di saggi e interviste "Secret Windows", Book of the Month Club, 2000.

 

60 - Entering the Rock Zone, or how I happened to marry a Rock station from outer space (ottobre 1987)

Una delle cose che può fare chi ha molti soldi é quella di togliersi qualche soddisfazione spesso preclusa alla maggioranza delle persone. Stephen King un giorno ha dovuto prendere a noleggio un’auto dotata soltanto di radio AM e la musica che trasmetteva non gli piacque affatto, così decise di acquistare l’emittente AM WZON di Bangor per poter programmare, in assoluta libertà, la musica rock pura che lui, e anche altri, amano ascoltare. Questo saggio racconta la passione di King per la radio AM e la musica rock. Trovarlo è difficile: l’unica apparizione in stampa è avvenuta su Castle Rock e non è stato mai più ristampato altrove.

 

61 - Nightmares in the sky: gargoyles and grotesques (novembre 1988)

Un lavoro nei confronti del quale lo stesso King ha espresso la sua perplessità. Si tratta infatti di un breve testo di presentazione scritto per una raccolta di fotografie, scattate da F-Stop Fitzgerald, raffiguranti i doccioni neo-gotici (chiamati anche Gargoyles) così comuni nell’architettura americana di fine ‘800/ inizi ‘900. E’ reperibile in commercio nella edizione paperback, ma cercando nel mercato dell’usato si trova anche la versione rilegata.

 

62 - Ever et raw meat? And other weird questions (6 dicembre 1987)

Divertente saggio nel quale King affronta il tema dei fans, e di come risponde a 23 delle domande più assurde che regolarmente gli sottopongono.

Per averlo non si deve fare altro che rivolgersi al New York Times e scaricare l’articolo.

 

Nota: pubblicato recentemente nella raccolta di saggi e interviste "Secret Windows", Book of the Month Club, 2000.

 

 

63 - Stephen King on censorship (1989)

Tratto da un’intervista video, mai distribuita presso alcuna emittente pubblica o privata, questo saggio parla della netta posizione di King in merito alla censura che è così sintetizzabile per sommi capi: ciò che ti impediscono di leggere è probabilmente proprio quello di cui tu hai più bisogno.

L’intervista video originale è purtroppo irreperibile, ma è ancora disponibile nelle librerie il paperback “War of Words” nel quale è trascritta integralmente.

 

64 - What Stephen King does for love (aprile 1990)

Uno dei saggi più interessanti scritti da King, qui rivela infatti l’enorme differenza che passa tra leggere “perché lo vuoi” e leggere “perché devi”. Scopriamo così che, per lo studente Stephen King, Edgar Allan Poe era prolisso e noioso, e che Hemingway, Updike e Frost erano giudicati persino peggio.

Purtroppo la rivista femminile “Seventeen”, sulle cui pagine ebbe la sua unica apparizione in stampa, non veniva archiviato nelle biblioteche, e perciò trovare questo saggio è molto difficile.

Nota: pubblicato recentemente nella raccolta di saggi e interviste "Secret Windows", Book of the Month Club, 2000.

 

65 - An evening at God’s (1990)

Una breve commedia, anzi brevissima visto che la messa in scena dura in tutto un minuto, che Stephen King scrisse per beneficenza ad una associazione teatrale nel 1990. Consiste in due pagine e mezza dattiloscritte, ed i protagonisti sono nientemeno che Dio e San Pietro, tra i quali intercorrono surreali scambi di battute.

Non esiste assolutamente nessuna speranza di avere accesso a questo lavoro: è inedito, e l’unico esemplare esistente è andato all’asta il 23 Aprile 1990.

 

66 - How I created Golden Years …and spooked dozens of TV executives (2 agosto 1991)

Agli inizi degli anni ’80 King scrisse una serie televisiva fantascientifica dal titolo “Golden Years”. Malgrado il buon successo di ascolti la serie venne però sospesa dopo la prima stagione. Stephen King ha sempre sostenuto che le miniserie televisive sono l’ideale per raccontare storie dalla trama intricata e, a questo proposito, è da ricordare il successo che hanno avuto le miniserie basate sui suoi romanzi “The Stand” e “IT”. King ha continuato ad occuparsi di serie televisive assieme a Chris Carter: suo l’episodio “Chinga” per la notissima serie X-Files.

In questo articolo, scritto appositamente per “Entertainment Weekly” nell’agosto del 1991, King racconta la genesi ed i retroscena della sua creazione. Sfortunatamente “Entertainment Weekly” non viene archiviato nelle biblioteche e nei database, esiste però la possibilità di cercare il numero arretrato presso lo stesso editore.

 

67 - Perfect game, shared memories (autunno 1991)

Stephen King é un vero appassionato di baseball, lo ha seguito fin da bambino, e da genitore lo ha insegnato al figlio Owen facendogli anche da allenatore. Assieme alla moglie Tabitha ha persino fatto costruire un campo da baseball a Bangor per la Little League locale. Nel 1991 scrisse un commovente saggio su questo sport per il World Series Souvenir Scorebook, una pubblicazione celebrativa delle World Series di quell’anno. Reperirlo è molto difficile: queste pubblicazioni in genere spariscono una volta esaurita la tiratura, e non vengono ristampate più dopo il termine dell’evento che celebrano.

 

68 - The Book-banners: adventure in censorship is stranger than fiction (20 marzo 1992)

Nel 1992 alcune scuole medie della Florida decisero di bandire dalle loro biblioteche i libri di Stephen King, presto imitate da alcune scuole superiori. Agli allievi veniva richiesto un permesso scritto dai propri genitori per poterli leggere. Sollecitato da più parti ad intervenire nella questione King, inizialmente, declinò l’invito ad esprimere la sua opinione in merito, in seguito decise di scrivere un articolo sul “Bangor Daily News” dal titolo: “The Book-Banners”. Stranamente non si tratta di una difesa ad oltranza delle sue opere, ma di un messaggio rivolto in primo luogo agli studenti, ai genitori di questi ed ai cittadini che vivono nelle città dove si è deciso di bandire la lettura dei libri. In estrema sintesi King dice che il suo mestiere è scrivere: se dedicasse il suo tempo a difendere le storie già scritte non avrebbe tempo per scriverne di nuove.

L’articolo è apparso unicamente sul “Bangor Daily News” e lo si può trovare in molte biblioteche, in alternativa si può scaricare dai database online.

 

69 - Introduction to “The fugitive recapturated” (novembre 1993)

Si tratta di una brevissima introduzione ad un libro sulla serie televisiva “The Fugitive” [Il Fuggitivo] la quale, racconta lo stesso King, era la sola ed unica che gli piacque veramente da bambino.

Trovarla non è difficile, il libro fu pubblicato nel 1993 e si trova ancora in molte librerie.

 

70 - The neighbourhood of the beast (1994)

In questo saggio vengono descritte le esperienze nei tour con la rock band “The Rock Bottom Remainders”, per la verità piuttosto mediocre dal punto di vista musicale a sentire chi li ha ascoltati, ma non dimentichiamo che si tratta di scrittori, e non di musicisti professionisti.

Lo strano titolo di questo saggio deriva da una scritta che Stephen King lesse sulla porta di un bagno pubblico: “664/668 the neighborhood of the Beast”.

Il saggio è facilmente reperibile in commercio nella sua edizione paperback.

 

71 - Introduction to “The Shawshank redemption”: the shooting script (marzo 1996)

Una introduzione che vuol essere anche un profondo e lusinghiero apprezzamento per il lavoro di Franck Darabont nella trasposizione cinematografica del racconto “Rita Hayworth and the Shawshank Redemption”. E’ interessante per il ricco contenuto in dettagli di vita privata di King, tra l’altro veniamo a sapere che il primo film che vide non fu “Dracula”, né “Il Pozzo e il Pendolo” ma “Bambi”!

Trovarlo non è difficile, il libro di Darabont è stato pubblicato nel 1996 ed è ancora disponibile in molte librerie; è anche considerato uno dei libri da avere assolutamente per i fans poiché contiene la descrizione di alcune scene poi eliminate dalla versione definitiva del film.

 

72 - Six Stories (1997)

Il principale motivo che ha indotto Stephen King a costituire una propria casa editrice, la Philtrum Press, è il bisogno di veder pubblicato un lavoro anche al di là delle mere considerazioni di ritorno economico. Fino ad oggi la casa editrice di King ha pubblicato nell’ordine: - 1982 The Plant part 1 - 1983 The Plant part 2 - 1984 The Eyes of the Dragon (limited edition) - 1985 The Plant part 3 - 1987 The Ideal Genuine Man (di Don Robertson con prefazione di Stephen King) - 1997 Six Stories - 1999 The New Lieutenant's Rap.

“Six Stories” comprende appunto sei racconti, i primi quattro dei quali già apparsi in altre pubblicazioni, e gli ultimi due inediti:

1 - Lunch at Gotham Café

2 - Luckey Quarter

3 - Blind Willie

4 - The Man in the white Suit

5 - L.T.’s Theory of Pets

6 - Autopsy Room Four

Non é difficile trovare “Six Stories” nei canali del mercato collezionistico, ma vale lo stesso discorso fatto per “The Plant”: costa molto perché di solito le copie sono autografate. Tutti e sei racconti sono apparsi nella raccolta “Tutto è fatidico”.

 

73 - Everything’s eventual (ottobre-novembre 1997)

Un racconto in cui il protagonista é un giovane in possesso di un dono terribile: il potere di causare la morte a distanza. Anche se recentemente pubblicato nell’omonima raccolta, bisogna ricordare che questo racconto ha fatto la sua prima apparizione nel 1997 su “The Magazine of Fantasy & Science Fiction”, e non è troppo difficile da reperire nel mercato dell’usato.

 

74 - The wait is over (novembre-dicembre 1997)

Si tratta di un’intervista pubblicata in due uscite consecutive del “The Waldenbook Report” che riguarda, tra le altre cose, la conclusione della saga della Torre Nera. A questa fa riferimento il titolo annunciando ai lettori che l’ultimo libro della saga è terminato. Tra le altre cose veniamo a sapere che il libro preferito di Stephen King tra tutta la sua sterminata produzione è IT, ma la sua scelta su quale tra i suoi romanzi metterebbe in una macchina del tempo per essere letto tra cinquecento anni cadrebbe su “The Stand”.

I bollettini Waldenbook non vengono archiviati nelle biblioteche e persino i normali negozi di collezionismo non hanno questo genere di articoli: entrarne in possesso è quindi davvero difficile.

 

75 - The Irish King (16 marzo 1984)

Un divertente articolo apparso il 16 marzo 1984 sul “New York Daily News” in occasione delle celebrazioni per il St.Patrick’s Day, nel quale King parla in modo originale della sua condizione di scrittore particolarmente prolifico e prende un po’ in giro i lavori di alcuni illustri scrittori, e anche alcuni suoi: in “The Molting”, un ipotetico seguito di “The Shining” o de “L’Incendiaria”, i protagonisti sono Danny Torrance e Charlie McGee che si sposano, e hanno un figlio che ha il dono di prevedere dove scoppierà un incendio!

L’unico modo di trovare questo articolo è cercare nelle biblioteche che archiviano il New York Daily News.

 

76 - The Almost stories

Non si tratta del titolo di un unico scritto di King, ma di un insieme di alcuni lavori abortiti ad uno stadio più o meno avanzato di realizzazione, e seguiti, mai concretizzati, di storie già pubblicate. Per la maggior parte di esse la fonte primaria sono le interviste periodicamente concesse da Stephen King alla stampa, alla radio, o alla televisione.

 

- The Rats are loose on Flight 74: In un’intervista concessa a Douglas E. Winter (dal titolo Faces of Fear, una serie di incontri con scrittori horror) Stephen King espone alcune idee al cui sviluppo ha già lavorato, ma che non ha mai messo sulla carta. Questa idea in particolare parte da una paura, quella di volare, e si fonde con un’altra paura: la paura dei ratti. In questo racconto i ratti escono furi da ogni parte di un aeromobile in volo e si cibano delle persone a bordo.

- The “Kiddie Ride” story: nel corso di un’altra intervista rilasciata nel 1988 Stephen King racconta che, guardando dei bambini correre sulle loro macchinine, gli venne in mente un’idea scaturita da una di quelle domande che iniziano con: “cosa accadrebbe se...”: King immagina una mamma mettere il proprio bambino dentro la sua macchinina e, dopo averlo più volte visto sfrecciare tranquillo su e giù, accorgersi che il bimbo è sparito. Anche questa angosciante storia è stata concepita soltanto a livello di idea ma mai messa per iscritto.

- The “Airport Ladies’Room” story: nella stessa intervista del 1988 si parla anche di un’altra storia ambientata in un aeroporto. Marito e moglie sono in attesa del loro volo e la moglie ad un certo momento si allontana per andare al bagno, il marito attende fuori. Passa il tempo e la moglie non esce. Nel frattempo, accanto al marito della donna, si fanno sempre più numerosi i mariti, fidanzati, padri e figli di donne entrate nella toilette e mai uscite. Ipotetici sviluppi della storia prevederebbero l’intervento della sicurezza aeroportuale. King non è mai andato oltre la mera esposizione verbale dell’idea, di questa storia non si sa altro.

- The “Werewolves in Connecticut” story: una storia nata a tavola mentre King stava pranzando assieme al suo manager Arthur Greene e con Bryan Miller, editorialista esperto in gastronomia del New York Times. La mente di King è sempre pronta a recepire e sviluppare al volo nuove idee, anche mentre è impegnato ad assaporare una gustosa bistecca. Durante il pranzo, infatti, a Miller capitò di far riferimento ad un suo precedente lavoro giornalistico nel Connecticut, e allora King descrisse la scena nella quale il giornalista accetta questo questo incarico nel Connecticut a causa della moglie morta, o affetta da malattia invalidante, ed è proprio allora che i lupi mannari si fanno vivi. Il giornalista è l’unico a rendersi conto dell’avvenimento ma non viene creduto da nessuno, né dal pubblico, né dal proprio direttore. Anche questa storia non è mai andata oltre la mera esposizione verbale.

- Stephen King’s Desert Island: questa storia non rimase soltanto nella mente di King ma, almeno in parte, fu messa per iscritto per la rivista “Condé Nast Traveler” nel luglio del 1990. E’ il risultato della clasica domanda spesso rivolta a personaggi famosi: “Se naufragasse su un’isola deserta, quale libro vorrebbe avere con sé?”. King confessa di ritenere pressoché nulle le sue possibilità di sopravvivenza in simili frangenti, privo delle fantastiche risorse dei personaggi come Robinson Crusoe, o di quei romanzi, come “Il signore delle mosche”. La parte messa per iscritto da Stephen King consiste in una sorta di imitazione dello stile avventuroso tipico dei romanzi di questo genere.

- The censored scene of “’Salem’s Lot”: in un’intervista, concessa a Playboy nel 1983, King rivela ai lettori quanto oltre si sarebbe spinto nei suoi romanzi horror. ‘Salem’s Lot è l’unico caso in cui un suo romanzo fu censurato dall’editore stesso. In questa scena il capo dei vampiri richiama i ratti che infestano tutte le fogne della città, e questi sciamano ovunque come uno sterminato tappeto vivente che divora qualsiasi cosa sul suo percorso. Jimmy Cody, il medico del paese, ne viene travolto. Con il corpo completamente dilaniato dai morsi, ridotto a brandelli sanguinolenti e ormai spacciato, quando apre la bocca per urlare e cercare di avvisare gli altri viene assalito da altri topi inferociti, uno dei quali gli si infila in bocca divorandogli la lingua. L’editore Doubleday impose il taglio di questa scena per la pubblicazione.

- The sequel of “‘Salem’s Lot”: una nuova intervista rilasciata in quegli anni contiene una nuova rivelazione su “‘Salem’s Lot”: Stephen King aveva intenzione di scrivere un seguito già all’indomani della pubblicazione di questo romanzo che, prima di scrivere IT, era il suo libro preferito. King tratteggia brevemente la storia: Padre Callahan, dopo essersi lasciato alle spalle il passato, giunge in autobus a New York e successivamente a Detroit dove, smesso l’abito talare, organizza una mensa per i poveri e gli alcolizzati della città. Un giorno uno di questi disperati, morente, chiede di vederlo e, prima di spirare tra le sue braccia, gli dice che non è ancora finita nel Lot. Questo doveva essere l’esordio del seguito. King dice che nelle sue intenzioni c’entravano sicuramente i vampiri, ma che questi non avrebbero rivestito il ruolo di maggior problema in quel frangente. Questa storia non è stata mai messa sulla carta, ed è lo stesso King a spiegarne il semplice motivo: il tempo. Meditò a lungo sulla stesura di questo nuovo romanzo, ci fu un periodo in cui pensava ad affidarne la scrittura a Tabitha, e arrivò persino a ipotizzare una stesura a quattro mani sempre con la moglie. Ma il tempo è trascorso, i ragazzi di allora sono cresciuti, e le cose sono mutate profondamente: ciò che si vuol scrivere, o lo si scrive quando è il momento oppure non lo si scrive più.

- The “Jonestown/Jim Jones” novel: nel 1989, su uno dei bollettini periodici di Waldenbooks che pubblicano le novità letterarie, recensioni e interviste agli scrittori, uscì un’intervista a Stephen King nella quale si parla del suo desiderio di scrivere una storia basata sull’agghiacciante vicenda del reverendo Jim Jones e sulla sua setta di fanatici che culminò, nel 1978, con la famigerata strage di Jonestown nella Guyana, nel corso della quale oltre novecento dei suoi adepti furono indotti, o costretti, ad uccidersi col cianuro, e dove trovò la morte anche un deputato statunitense che indagava sul fenomeno. Ad oggi non risulta che sia stata mai scritta.

- The “Western” novel: nel 1989 Stephen King affermò di aver seriamente tentato di scrivere un romanzo western, genere per il quale ha una spiccata predilezione, e di aver già scritto circa 160 pagine; ma di tutta la storia, sostiene King, non c’è che una scena veramente buona: quella nella quale un vecchio, completamente ubriaco, cade nel porcile fuori dalla fattoria, e finisce mangiato vivo dai maiali. “Questo, è ciò che accende la mia mente!” confessa King, “Per motivi che non mi so spiegare”.

- Steel Machine: Nel romanzo “La metà oscura”, che sarebbe stato pubblicato come opera di Richard Bachman se la vera identità del suo autore non fosse stata scoperta poco prima, vengono riportati degli estratti di tre libri di George Stark: “Machine’s way”, “Riding to Babylon” e “Steel Machine”. Nel 1989 King rivelava che il suo editor alla casa editrice Viking gli suggerì un giorno di scrivere davvero uno dei libri attribuiti a Stark, e che la scelta cadde su “Steel Machine”: il libro che Thad Beaumont è costretto a scrivere dal suo malefico alter ego. King ha precisato in seguito, non senza ironia, che se questo libro vedesse la luce si tratterebbe di un’opera di Richard Bachman non di George Stark, perché George non esiste ma Richard sì. Dopotutto, aggiunge King, siamo proprio sicuri che sia stato tirato fuori tutto dal vecchio baule nel quale Claudia Inez Bachman ha scovato il manoscritto de “I Vendicatori”?

- The Baseball novel: nella stessa intervista resa al Waldenbooks nel 1989, Stephen King rivelava al suo intervistatore di avere in mente di scrivere un romanzo sul baseball, e di non aver mai detto niente al riguardo prima di allora perché, di tutte le opere che si proponeva di realizzare, si trattava del libro più vicino alla effettiva concretizzazione. Bisogna ricordare che King non è nuovo all’esternazione di questa sua passione per il baseball: nell’aprile del 1990 apparve un suo articolo dal titolo “Head Down” sul The New Yorker, nel quale parla della squadra di suo figlio Owen, il Bangor Little League. Ancora nel 1990, in ottobre, conferma le sue intenzioni circa la stesura di un romanzo sul baseball, ma da allora non se n’è saputo più niente.

- The Evangelist novel: King, sempre nel corso di un’intervista resa al Waldenbooks, manifestò l’intenzione di scrivere un romanzo che parlasse di religione. Anche questo aspetto non è del tutto inedito nelle sue opere: “Desperation” parla di una malvagia entità chiamata Tak che viene risvegliata dalle profondità di una cittadina mineraria. L’unica persona sulla quale Tak non può esercitare alcun potere è un giovane ragazzo che ha la facoltà di poter parlare con Dio.

- The Christ novel: ancora nel corso della stessa intervista viene ventilata la stesura di un romanzo incentrato sulla figura di Gesù. Anche se viene in mente la similitudine tra il pio e devoto David Carter di Desperation ed il Cristo, non si può tralasciare il fatto che, dal senso della sua intervista, traspare l’intenzione di scrivere qualcosa sulla vera figura storica di Gesù. Nulla del genere ha mai visto la luce tra le opere di King.

- The “Australian” short story: nell’ottobre del 1997, dopo un giro dell’Outback australiano in motocicletta, King espresse la sua ammirazione per quel paesaggio selvaggio che rendeva l’idea dell’immaginifico e sconfinato West. Ai suoi ammiratori australiani confessò che gli sarebbe piaciuto moltissimo poter ambientare un suo romanzo in Australia, ma che per farlo necessitava di tempo affinché potesse assimilare tutte le influenze dell’Outback e del paese, per riuscire poi a trasporre nel testo le emozioni suscitate dalla selvaggia natura di quei territori.

- The “Eyes of the Dragon” sequel: nel corso dello stesso incontro in Australia qualcuno chiese a Stephen King se avesse intenzione di scrivere un seguito de “Gli occhi del drago”, la risposta fu: “Andate a leggere i libri della Torre Nera”.