Raccolte

1982 - Stagioni Diverse

Titolo originale: Different Seasons (Ed. Viking, 1982)

Titolo italiano: Stagioni diverse (Ed. Sperling & Kupfer, 1987)

Traduzione italiana: Bruno Amato, Paola Formenti e Maria Barbara Piccioli

 

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Different Seasons Un quartetto di racconti in bilico tra l'orrore e l'avventura, l'incubo e la fantasia.
Il riscatto di un uomo condannato ingiustamente per omicidio.
Il morboso rapporto tra un adoloscente e un ex nazista.
Quattro ragazzini alla ricerca del cadavere di un coetaneo.
Una donna che partorisce in circostanze surreali.
Quattro storie da brivido, agghiaccianti e paradossali, che anno per protagonisti mostri moderni.

Note e curiosità


1 - Scritto nel 1982.

2 - Titolo dell'edizione francese: Différentes saisons

3 - Titolo dell'edizione tedesca: Different Seasons


 

Different Seasons
  1. Apt pupil (Un ragazzo sveglio)
  2. The body (Il corpo)
  3. The breathing method (Il metodo di respirazione)
  4. Rita Hayworth and Shawshank redemption (Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank)
Different Seasons


La recensione di stephenking.it

Non bisogna lasciarsi fuorviare dal breve riassunto della casa editrice riportato nelle righe soprastanti: in "Stagioni Diverse" di "brivido", "orrore" e "storie agghiaccianti" non v'è molto, ma si sa la casa editrice deve vendere e il nome Stephen King dev'essere associato a tali definizioni.
In realtà qui ci troviamo di fronte al primo esperimento non horror del Re il quale, a mio modesto parere, ha rifilato una batosta clamorosa ai suoi detrattori: le quattro novelle (o meglio due novelle e due racconti...) sono di una bellezza deliziosa, a parte forse proprio l'unica ad avere connotati più tipicamente horror e cioè l'ultima. Ma analizziamole nel dettaglio.

Rita Hayworth e la redenzione di Shawshank:
Quando lessi questo primo racconto ero giovane e inesperto, adoravo l'horror più puro e dissi: "Mah, che bisogno c'era di un remake di 'Fuga da Alcatraz'?". Quando alcuni anni dopo uscì il meraviglioso film "Le ali della libertà" da esso tratto, con Tim Robbins e il grande Morgan Freeman, rimasi folgorato e mi chiesi se fossi impazzito. Si tratta di una storia bellissima e andando a rileggere il racconto mi accorsi anche narrata in maniera superba.

Un ragazzo sveglio:
Qui il discorso si complica, in quanto in questa storia King ha ripreso il suo filone "claustrofobico", anche se in maniera meno spettacolare che in "Misery" e "Shining". Il risultato è un'ottima novella, come sempre narrata magistralmente, morbosa, triste, poco dinamica forse, ma inquietante in particolare per la follia del ragazzo che ti spiazza quando ti aspetteresti quella dell'ex gerarca nazista. Anche da questa novella è stato tratto un film, "L'allievo", di Bryan Singer che ci aveva stupito e deliziato con "I soliti sospetti", ma che non è stato sostenuto, questa volta, dalla brillante sceneggiatura del suo precedente film.

Il Corpo:
Ed eccoci al capolavoro. "Il corpo" è in sostanza un'appendice di "IT", anche se i nomi dei ragazzini protagonisti sono diversi, l'ambientazione e lo stile sono gli stessi, i temi trattati anche (mostro nelle fogne a parte...): l'amicizia, l'infanzia, le difficoltà familiari, la povertà e le speranze nel domani di un gruppetto di adolescenti della sonnacchiosa provincia americana, ancora una volta quella Castle Rock creata (e in seguito distrutta) da King e alla quale tutti i suoi fans sono attaccati come alla propria terra natale. Dal bellissimo racconto allo straordinario film di Rob Reiner, "Stand by me - ricordo di un'estate", il passo e d'obbligo. Fu una fucina di giovani attori anche questo film, come Carrie, dal povero River Phoenix a Corey Feldman, a Kiefer Sutherland.
Commento di King al film: "Dopo aver visto il film per la prima volta, ero sconvolto. Qualcosa mi aveva toccato nel profondo. Ho dovuto aspettare cinque o sei minuti prima di congratularmi con Rob Reiner."

Il metodo di respirazione:
Come già detto questa è l'unico racconto con un marchio più tipicamente horror della raccolta. E' comunque una buona storia, anche se come ha fatto notare qualcuno, emerge il timore reverenziale di King rispetto alle donne, intese non in quanto universo femminile, ma in quanto esseri viventi fisiologicamente diversi dagli uomini: in "Carrie" un episodio chiave erano le prime mestruazioni della giovane, in questo racconto è il parto ad assumere connotati orrorifici. In seguito il nostro divenne una sorta di femminista con la barba...

Nel complesso "Stagioni diverse" si eleva ad opera chiave nella carriera kinghiana, la più disarmante delle risposte a chi, geloso forse del planetario di successo del Re, lo definiva solo "uno scribacchino dell'orrore".

Pennywise

 

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