Raccolte

1999 - Cuori in Atlantide

Titolo originale: Hearts in Atlantis (Ed. Scribner, 1999) Titolo italiano: Cuori in Altlantide (Ed. Sperling & Kupfer, 2000) Traduzione italiana: Tullio Dobner

 

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Il risvolto di copertina

"Per quanto difficile sia crederlo, gli anni Sessanta non sono fantastici, sono accaduti davvero". In una splendida prova narrativa apparentemente al di fuori dei suoi consueti schemi, Stephen King testimonia il lato oscuro di quel tempo favoloso: la tragedia del Vietnam, il suo impatto sulla società americana e su quella che si chiamò - e fu - la “generazione perduta”. Cuori in Atlantide, simbolico e allusivo già a partire dal titolo - un popolare gioco di carte e il nome in gergo del Vietnam -, è composto da cinque episodi consequenziali e tra loro collegati, ambientati nei decenni che vanno dal 1960 al 1999. Ciascuno è profondamente radicato nel periodo iniziale e pervaso da fantasmi, quasi tutti di guerra. Ciascuno contiene occulte premesse che si sviluppano poi in maniera bizzarra e inaspettata. E' un legame sottile e a tratti subliminale li percorre tutti, fino a un epilogo pacato e pacificatore. Ma il reale significato del libro va al di là di un omaggio appassionato e toccante: Cuori in Atlantide non è tanto la rievocazione di una vicenda pur vera e drammatica, ma l’evocazione dell’eternità attraverso la storia, e di come il nesso tra l’una e l’altra corra sul filo delle scelte morali ed etiche dell’uomo, per quanto sofferte, incomplete e non del tutto consapevoli possano essere. Chi cerca o subisce l’orrore senza combatterlo ne viene perseguitato o diventa orrore egli stesso - come si narra in “Willie il Cieco” e in “Perché siamo finiti in Vietnam”-. Chi vi si oppone mantiene in vita per sé e per gli altri la possibilità di un’alternativa al male (come in “Uomini bassi in soprabito giallo” e in “Cuori in Atlantide”, l’episodio che dà il titolo al volume), e attinge a una dimensione trascendente, oltre lo spazio e il tempo, in cui ritrova la consolazione e la speranza, e in cui fonda la propria identità. Un’opera che condurrà alcuni lettori in un luogo dove non sono mai stati, e altri in un luogo che non riusciranno mai a lasciare del tutto.

I cinque racconti

Uomini Bassi in Saprabito Giallo ( 243 pagine)

Un nuovo insegnante viene trasferito nella piccola cittadina di Harwich (Connecticut) e introduce il giovane Bobby Garfield alla lettura seria. Ma l'insegnante a quanto pare ha un passato piuttosto misterioso e la madre di Bobby sembra non fidarsi di lui. Un racconto che ricorda vagamente Un ragazzo sveglio e che ha forti connessioni con la saga della Torre Nera

Cuori in Atlantide (150 pagine)

La storia che dà il titolo al libro ci riporta indietro nel passato di King e più precisamente nella "sua" Università del Maine, dove un gruppo di ragazzi si autodefinisce "addicted to hearts".

Willie il Cieco(46 pagine)

Un racconto già incluso nella raccolta Six Stories, ma pare che King l'abbia leggermente modificato per meglio adattarlo a qusta nuovo libro e probabilmente per includere Bobby che non c'era nella precedente versione.

Perché Siamo Finiti in Vietnam(44 pagine)

La storia racconta la vita di Sully-John, reduce del Vietnam e amico d'infanzia di Bobby.

Scendono le Celesti Ombre della Notte (13 pagine)

Questo il racconto aggiunto in extremis per volere di King e forse per dare una sensazione di maggiore coesione al libro. Racconta infatti nuovamente di Bobby Garfield, ma questa volta lo troviamo invecchiato di quaranta anni e quindi nella nostra epoca.

Note e curiosità

 

1 - Scritto nel 1999.

2 - Un'interessante curiosità riguarda il libricino distribuito gratuitamente a giornalisti e addetti ai lavori per il 25° anniversario editoriale di King. Il libricino si intitola The New Lieutenant's Rap ed è una storia direttamente presa da Hearts in Atlantis ma al tempo stesso slegata (un po' come è stato per The Revelations of Becka Paulson e The Tommyknockers).
Il racconto è scritto a mano da King e poi fotocopiato e stampato dalla sua piccola casa editrice personale, la Philtrum Press. La copertina (come potete vedere qui di fianco) presenta un simbolo della pace disegnato a mano . Inutile dire che questo piccolo libricino, la cui tiratura è di 500 copie, è ormai una rarità e già si vende sottobanco per migliaia di dollari.

La recensione di stephenking.it

Un romanzo non a tematiche horror firmato Stephen King può sortire due effetti: passare inosservato o diventare una pietra miliare della sua bibliografia. Con romanzi come "Cuori in Atlantide", "Il Miglio Verde" e "Stagioni Diverse" si è assicurato l'Olimpo degli scrittori contemporanei americani. Nonostante in questo caso vi sia una spruzzata di paranormale, ma assolutamente secondario nella bellezza della storia. Storia che si sviluppa in cinque parti distinte, legate tra loro come personaggi, ma svincolate come trama se non per i ricordi dei protagonisti stessi.
Il primo episodio, il migliore, narra della strana e affettuosa amicizia tra un ragazzino che vive solo con la madre ed il nuovo vicino di casa: Ted Brautigan un anziano un po' strambo ma simpatico, dotato di alcuni poteri psichici che fanno molto gola a dei misteriosi personaggi, "gli Uomini Bassi in Soprabito Giallo", che gli danno la caccia da anni. Questa storia è legata, come molte altre, alla saga de "La Torre Nerra". Ted è un frangitore, una di quelle persone "speciali" grazie ai cui poteri messi al servizio della Torre forzatamente, Essa punta alla distruzione dei Mondi. Ma questa è ovviamente un'altra storia...
Il secondo episodio è incentrato sulla vita del ragazzino ormai cresciuto, molto divertente quando è al college, spesso drammatica dopo il suo arrivo in Vietnam. "Cuori" è il famoso gioco di carte Hearts (presente su tutti i pc del mondo) al quale si dedicavano i ragazzi organizzando veri e propri tornei, "Atlantide" è il soprannome che davano al Vietnam.
I restanti tre episodi costituiscono una minima parte del libro e sono una cavalcata nostalgica a cavallo tra gli anni '80 e la fine degli anni ''90 dei protagonisti di quel periodo (i "favolosi" '60, ma non per tutti...) della ex gioventù americana. La categoria della quale King fa parte ed a lui molto cara.
Dal primo racconto (come detto il migliore) è stato tratto il film con Anthony Hopkins, nei panni di Ted, non fedelissimo, un po' melenso, ma abbastanza ben fatto.
Bellissimo anche il secondo episodio, in cui anche solo la narrazione delle interminabili partite ad Hearts risulta avvincente.
Nel complesso un romanzo che ha una parte un po' debole nel finale, che gli impedisce di essere nei primi cinque di King, ma che non è sufficiente per non farne un libro straordinario, il suggello definitivo nella carriera del Re al di fuori dell'amato/odiato "ghetto" della letteratura di genere.

Pennywise

 

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