Raccolte

2015- The Bazaar of Bad Dreams di Francesca Fichera

 

Titolo originale: The Bazaar of Bad Dreams

Titolo italiano: Il Bazar dei Brutti Sogni

I racconti:

Mile 81

Premium Harmony

Batman and Robin Have an Altercation

The Dune

Bad Little Kid

A Death

The Bone Church

Morality

Afterlife

Ur

Herman Wouk Is Still Alive

Under the Weather

Mister Yummy

Tommy

The Little Green God of Agony

That Bus Is Another World

Obits

Drunken Fireworks

Summer Thunder

Blockade Billy

Di Francesca Fichera.

Stories are like dreams

(introduzione a Under the Weather)

Maturo, diverso, ma non per questo incapace di rispolverare i suoi vecchi assi: le storie brevi, taglienti, che mordono. È così lo Stephen King di The Bazaar of Bad Dreams (Il Bazar dei brutti sogni per la futura edizione italiana), intervallo fra un capitolo e l’altro della ‘trilogia di Bill Hodges’ che segna il ritorno in libreria dei racconti del Re. E del Re dei racconti.

Venti incubi, di cui due (Mr Yummy e Obits) del tutto inediti, uno (Bad Little Kid) alla sua prima traduzione in inglese e altri due ancora (Miles 81 e Ur) già pubblicati in digitale; di A Death, Una morte, anche noi italiani abbiamo potuto leggere un’anteprima, magnificamente illustrata da Gipi, sulle pagine di Internazionale. E tuttavia, che siano sconosciuti o da rivivere, i brutti sogni del Bazar fanno tutti (chi più chi meno) il loro dovere: accompagnare e intrattenere il fedele lettore al confine fra questo mondo e gli altri.

Dopo la consueta citazione d’apertura, King avvia le danze della raccolta con un’introduzione magistrale - a ulteriore riprova del fatto che non ha ancora smesso di superare se stesso - e, un po’ come con i film in Goes to the Movies, presenta in maniera personalissima ogni racconto, spiegandone l’origine sia in termini di casualità che di cause. Dopodiché, per completare l’opera, conclude la storia con una dedica: a persone, personaggi, punti di riferimento.

Per quanto giochi tantissimo sulla tensione e sulla weirdness più sfrenata, il Bazar è un’antologia molto più intima di quanto sembri. E lo svela morso dopo morso, fra un tentacolo e una macchia di sangue. Perché non troppo sotto la ruggine della terribile “cugina” di Christine e Buick-8 in Miles 81 riposano tanto l’odore del passato quanto la sua nostalgia. E lo spazio-tempo ironicamente sospeso di Afterlife, l’inquietante storia di Mister Yummy, l’esorcismo di The Little Green God of Agony e la splendida Apocalisse di Summer Thunder - il racconto definitivo dell’antologia, sotto qualsiasi punto di vista - non sono che i riuscitissimi approcci narrativi di King a ciò che più gli è vicino: la terza età, la corsa del tempo… e il suo traguardo.

La magia della finzione è realizzata nel momento in cui la morte e la sofferenza, l’amarezza e la crudeltà della sorte, vengono rese avvincenti. Persino amabili, divertenti, tenere. King ci riesce ancora, fra tanti alti, qualche basso - di cui fa parte la gara di fuochi d’artificio di Drunken Fireworks, dove il Re si diletta in un gioco di pura tensione narrativa - e un paio di “ballate”.

Riesce a farci amare la sardonica durezza del destino scritto sulla sabbia (The Dune) o nei finti necrologi di un sito internet (Obits), i “mondi possibili” a portata di clic su un lettore e-book (Ur) o viaggianti su quattro ruote (That Bus is Another World), le epoche e le paure che non abbiamo vissuto (Mr. Yummy e Tommy). E non ci risparmia di riportare in auge qualche “vecchia conoscenza” spargendo svariati ‘19’ fra le righe. 

Non con l’impeto della giovinezza, ma con la forza sottile della maturità, che pure ha il suo potere: “the body weakens, but the words never do”; è proprio vero. E il Bazar dei brutti sogni merita almeno un giro.