Romanzi

2017 - Sleeping Beauties (con Owen King)

Sleeping Beauties

Titolo Originale: Sleeping Beautis

Anno: 2017

Data di pubblicazione ITA: 27/11/18

Data di pubblicazione USA: 26/09/17 

Casa Editrice USA: Scribner

Casa Editrice Ita: Sperling & Kupfer

Traduzione: Giovanni Arduino

Pagine: 652

 Prezzo di copertina: 21,90 €

 

Risvolto di copertina:

«Che cos’è successo a Kitty?»
«Ha urlato per metà della notte. Ora dorme.»
«Le è uscito qualcosa di comprensibile?»
«Sì, che la Regina Nera sta arrivando.»


Dooling è una piccola città fortunata del West Virginia, con una splendida vista sui monti Appalachi e lavoro per tutti. È a Dooling, infatti, che qualche anno fa è stato costruito un carcere all’avanguardia destinato solo alle donne, che siano prostitute o spacciatrici, ladre o assassine, o ancora tutte queste cose insieme. Ed è una di loro, in una notte agitata, ad annunciare l’arrivo della Regina Nera. Per il dottor Norcross, lo psichiatra della prigione, è routine, un sedativo dovrebbe sistemare tutto. Per sua moglie Lila, lo sceriffo di Dooling, poteva essere un presagio. Perché poche ore dopo, da una collina lì vicina, arriva una chiamata al 911, ed è una ragazza sconvolta a urlare nel telefono che una donna mai vista ha ammazzato i suoi due amici, con una forza sovrumana. Il suo nome è Evie Black. Intorno a lei svolazzano strane falene marroni e sembra venire da un altro mondo. Lo stesso, forse, dove le donne a poco a poco finiscono, addormentate da un’inquietante malattia del sonno che le sottrae agli uomini. Un sonno dal quale è meglio non svegliarle. Anonymous Content (casa di produzione di True Detective e Mr. Robot in TV e di Revenant e Spotlight al cinema) si è assicurata i diritti di Sleeping Beauties, per farne una serie con la collaborazione di Stephen e Owen King.

 

La recensione di StephenKing.it:

Stephen King questa volta accontenta anche il secondo figlio, Owen, e scrive a quattro mani con lui questo corposo romanzo, Sleeping Beauties, il cui titolo prende spunto dalla nota fiaba "La Bella Addormentata".

A tutte le donne di una cittadina americana, prima, e dell'America intera poi, non appena si addormentano, comincia a formarsi un reticolo in faccia, una sorta di bozzolo che infine le avvolge completamente e le catapulta in una realtà parallela fatta di sole donne. Il loro corpo imbozzolato nel vecchio mondo rimane però il loro punto debole: se il bozzolo viene distrutto esse scompaiono dal loro nuovo Eden.

Nel frattempo nel vecchio mondo, ormai in mano agli uomini, regna il caos più totale, tra violenza, anarchia e la voglia di capire come fare a interrompere questo inesorabile e (apparentemente) irreversibile processo.

L'avvio del romanzo è interessante, con dinamiche tipiche dell'horror a cui ci stava disabituando il Re. La parte centrale, con la progressiva sparizione delle donne, tranne quelle che si mantengono sveglie a forza, non sapendo cosa le aspetta dopo, la vita del carcere femminile e quelle dei protagonisti, viene sviluppata con la sincopata lentezza di molti altri romanzi apocalittici kinghiani (da L'Ombra dello Scorpione a Cose Preziose, fino a The Dome), ma purtroppo non con la stessa verve narrativa.

Il risultato è un romanzo piuttosto pesante da leggere, anche con la speranza di un riscatto finale che purtroppo non avviene.

Nell'epoca del politicamente corretto, anche King si è lasciato tentare dallo scrivere un romanzo che trasuda pacifismo, anti "trumpismo" e soprattutto femminismo. Un romanzo e un Mondo in cui quasi tutti gli uomini sono degni della peggior fine e quasi tutte le donne sono loro vittime. Basti pensare alle detenute del carcere, tra le quali quelle veramente "cattive" sono ben poche, la stragrande maggioranza si trova lì per avere ucciso un marito violento, oppure per aver trasgredito alla legge per compiacerlo.

E' vero che il mondo è anche questo, tristemente vero, ma un romanzo in cui tutto viene ricondotto a ciò lascia perplessi. Nei romanzi apocolattici di cui prima era l'intera razza umana a dover espiare le proprie colpe (e come non essere d'accordo), qui è il solo genere maschile, che per quanto abietto, non merita una tale famigerata nomea.

Ma al di là delle considerazioni sulle tematiche sociali affrontate, anche soffermandosi unicamente sulla storia fine a se stessa, Sleeping Beauties è certamente uno dei più grandi passi falsi nella bibliografia del terzo millennio di colui che rimane, nonostante ciò, uno dei più grandi scrittori contemporanei.

 

Alessandro Furlano