Romanzi

2018 - Elevation

Elevation

Titolo Originale: Elevation

Anno: 2018

Data di pubblicazione ITA: 19/02/19

Data di pubblicazione USA: 30/10/18

Casa Editrice USA: Scribner

Casa Editrice Ita: Sperling & Kupfer

Traduzione: Luca Briasco

Pagine: 194

 Prezzo di copertina: 15,90 €

 

Risvolto di copertina:

Scott Carey sta percorrendo senza fretta il tratto di strada che lo separa dal suo appuntamento. Si è lasciato alle spalle la casa di Castle Rock, troppo grande e solitaria da quando la moglie se n'è andata, se non fosse per Bill, il gattone pigro che gli tiene compagnia. Non ha fretta, Scott, perché quello che deve raccontare al dottor Bob, amico di una vita, è davvero molto strano e ha paura che il vecchio medico lo prenda per matto. Infatti Scott sta perdendo peso, lo dice la bilancia, ma il suo aspetto non è cambiato di una virgola. Come se la forza di gravità stesse progressivamente dissolvendosi nel suo corpo. Eppure, nonostante la preoccupazione, Scott si sente felice, come non era da molto tempo, tanto euforico da provare a rimettere le cose a posto, a Castle Rock. Tanto, da provare a riaffermare il potere della parola sull'ottusità del pregiudizio. Tanto, da voler dimostrare che l'amicizia è sempre a portata di mano. In un racconto di rara intensità, che è anche un omaggio ai suoi maestri, King si prende la libertà, più che legittima, di dare una possibile risposta alle tristi derive del nostro tempo.

 

La recensione di StephenKing.it:

Elevation è una novella, nell'accezione più tecnica del termine. Troppo corto per essere definito romanzo, troppo lungo per essere un racconto. King lo pubblica quindi come un libro a se stante, anche perché è evidente che sia una di quelle storie che gli stanno particolarmente a cuore, per svariati motivi, che andremo a esaminare.

In una storia di un centinaio di pagine, ad essere larghi di manica, non si può spaziare più di tanto, eppure il Re mette nel calderone molte tematiche a lui care: la solitudine, la discriminazione, l'omofobia, l'amicizia, il soprannaturale, gli omaggi ai propri Maestri e naturalmente la politica (Trump, chi se no? La nuova ossessione dello Zio).

Scott è un uomo solo, divorziato e senza figli che vive a Castle Rock (siamo tornati tutti a casa, dite la verità...) e la cui vita monotona cambia all'improvviso: due vicine omosessuali sposate che scatenano il putiferio nella bigotta cittadina (evidentemenete) "trumpiana" e un fatto strano, ovvero ogni giorno perde peso, nonostante mangi molto e nonostante il proprio fisico non cambi, pancetta compresa. Semplicemente perde gravità e la fa perdere a qualunque oggetto o persona egli tocchi, tanto che può salire sulla bilancia con due manubri da dieci chili l'uno nelle mani, ma la bilancia restituirà sempre lo stesso responso.

L'Occhio del Male? Sì certo, per chiunque abbia la bibliografia di King tatuata nel cervello il ricordo corre subito lì, con la differenza che il protagonista là dimagriva veramente fino a  prosciugarsi.

Tre Millimetri al Giorno di Richard Matheson? Di nuovo sì, certo. Anche se al protagonista accadeva quello che dice il titolo stesso, in termini di perdita di statura. Ed è palesemente omaggiato da King, che gli dedica la novella a inizio libro.

Ma non ci sono soltanto autoreferenzialità e omaggi al proprio Maestro assoluto (perché è lui, con buona pace di Lovecraft). Non ci sono solo le tematiche sociali e politiche di moda oggi: l'omofobia, l'anti "trumpismo", eccetera. Ed è una fortuna, perché sarebbero gli ingredienti meno interessanti, se lasciati fini a se stessi, la solita solfa che dilaga ovunque, insomma. La storia è in realtà avvincente, il che non è scontato neanche per i racconti brevi, e la metafora finale (che non verrà spoilerato), che richiama il titolo, ci invita ad elevarci al di sopra della mediocrità. Ci invita a guardare (non solo vedere) le cose dall'alto, in senso non solo metaforico, nella storia in questione. Ci invita anche a insistere un po' nell'ottenere un'amicizia che non vuole essere ricambiata, perché se scaviamo a fondo, forse non vuole esserlo per rigetto verso il mondo. Sta a noi fare capire all'altro che il mondo non è tutto uguale. Perché una persona disillusa è la più difficile da conquistare che ci possa essere e questo King lo sa.

King sa tutto quello che tocca le corde del Fedele Lettore e, come purtroppo ultimamente non sempre gli è riuscito, stavolta ci suona come dei violini, come ai bei tempi.

Ci sono parti che fanno storcere il naso, almeno a chi scrive: la già citata ossessione per Trump (che straborda quotidianamente dai profili social di King), che può essere condivisibile, ma che come tutte le ossessioni risulta essere stucchevole a lungo andare.

Le tematiche sociali, infine, che rischiano sempre di fare scadere il tutto nel buonismo e nel politically correct, per i quali vale lo stesso discorso: si possono condividere le idee, ma quando ti vengono propinate in tutte le salse, come dicevano i nostri nonni, dopo un po' "ti escono dalle orecchie".

La sensazione è che, pur camminando su questo sottile bordo del burrone, questa volta il Re sia riuscito a non finirci dentro: le due donne risultano credibili e trasmettono empatia.

Mi sento, infine, di fare un plauso alla traduzione di Luca Briasco: lineare, schietta e senza protagonismi che rischiano, a volte, di snaturare la storia originale.

Riprendendo quanto espresso per The Ousider, dopo il tonfo di Sleeping Beauties (tipico caso in cui il bordo del succitato burrone era stato saltato a pie' pari), la sensazione è che Stephen King sia in ripresa, lenta ma costante. Siamo lontani (e forse mai più torneremo) dai fasti dei capolavori degli anni a cavallo tra i 70 e i 90, ma le premesse per poterci gustare ancora delle ottime storie di uno dei più grandi scrittori viventi ci sono tutte.

Alessandro Furlano