Romanzi

2019 - L'Istituto

L'Istituto

Titolo Originale: The Institute

Anno: 2019

Data di pubblicazione ITA: 10/09/19

Data di pubblicazione USA: 10/09/19

Casa Editrice USA: Scribner

Casa Editrice Ita: Sperling & Kupfer

Traduzione: Luca Briasco

Pagine: 576

Prezzo di copertina: 21,90 €

 

Risvolto di copertina:

È notte fonda a Minneapolis, quando un misterioso gruppo di persone si introduce in casa di Luke Ellis, uccide i suoi genitori e lo porta via in un SUV nero. Bastano due minuti, sprofondati nel silenzio irreale di una tranquilla strada di periferia, per sconvolgere la vita di Luke, per sempre. Quando si sveglia, il ragazzo si trova in una camera del tutto simile alla sua, ma senza finestre, nel famigerato Istituto dove sono rinchiusi altri bambini come lui. Dietro porte tutte uguali, lungo corridoi illuminati da luci spettrali, si trovano piccoli geni con poteri speciali - telepatia, telecinesi. Appena arrivati, sono destinati alla Prima Casa, dove Luke trova infatti i compagni Kalisha, Nick, George, Iris e Avery Dixon, che ha solo dieci anni. Poi, qualcuno finisce nella Seconda Casa. «È come il motel di un film dell'orrore», dice Kalisha. «Chi prende una stanza non ne esce più.» Sono le regole della feroce signora Sigsby, direttrice dell'Istituto, convinta di poter estrarre i loro doni: con qualunque mezzo, a qualunque costo. Chi non si adegua subisce punizioni implacabili. E così, uno alla volta, i compagni di Luke spariscono, mentre lui cerca disperatamente una via d'uscita. Solo che nessuno, finora, è mai riuscito a evadere dall'Istituto. Dopo classici come L'incendiaria e It, King si mette di nuovo alla prova con una storia di ragazzini travolti dalle forze del male, in un romanzo come sempre trascinante, che ha anche molto a che fare con i nostri tempi.

 

La recensione di StephenKing.it:

Il Re è tornato.

Con questa esclamazione si potrebbe sintetizzare L'Istituto, romanzo lungo (forse troppo) che Stephen King ha deciso di regale ai propri Fedeli Lettori, dopo una lunga parentesi in cui questi ultimi si erano sentiti un po' smarriti. Non che il Re avesse lasciato digiuni i propri fan, anzi, ma tra la trilogia thriller di Bill Hodges, le collaborazioni con il figlio Owen e Richard Chizmar e i racconti brevi, tipo Laurie ed Elevation, era da un po' che non gettava in pasto al proprio insaziabile fandom un libro 100% "King".

Le premesse, a dire il vero, lasciavano un po' perplessi. Il plot che era stato rilasciato come anteprima del romanzo sapeva di déjà vu, o meglio di déjà lu, date le tante analogie con la storia de L'Incendiaria: una sorta di ente governativo che rapisce bambini dotati di poteri sovrannaturali per utilizzarli ai propri fini. Non che alla fine del romanzo la sensazione sia sparita del tutto, ma la storia è diversa ed è sviluppata forse anche meglio rispetto al precedente romanzo.

Nell'Istituto i bambini prelevati con la forza ai genitori (che vengono barbaramente uccisi), vengono rinchiusi dapprima in una Prima Casa, con camerette identiche alle loro e sottoposti a test medici e terapie atte a svilupparne le capacità (i TP hanno il dono della telepatia, i TK della telecinesi). Vengono inoltre sottoposti ad una terapia che tende non solo a potenziare il loro dono, ma a fargli sviluppare l'altro. Quando ritenuti idonei, vengono spostati in una Seconda Casa, molto meno accogliente e molto più simile a un lager, dove assistono a proiezioni evocative della persona o del luogo sul quale devono agire con le proprie menti per arrestare una qualche catastrofe o un qualche personaggio che, se lasciato andare, provocherebbe la fine del mondo. Certo, in quanto L'Istituto, pur con i suoi spietati modi barbari, si prefigge da decenni il compito di salvare l'umanità dalla catastrofe.

Nell'ultima casa, una sorta di lazzaretto maleodorante, i ragazzini, ormai col il cervello in panne, vengono rinchiusi e lasciati al loro destino, in attesa che i nuovi facciano il loro percorso nelle Case precedenti.

Lo sviluppo della storia è suddiviso in tre parti distinte. 

Nella prima parte il protagonista è l'ex poliziotto Tim Jamieson, che vaga per il Paese in cerca di se stesso e di una nuova vita. Si ferma per caso in una piccola cittadina, dove trova lavoro come guardia notturna presso il locale distretto di Polizia e trova l'amore. Una parte forse un po' descrittiva, ma molto kinghiana, un protagonista che potrebbe richiamare quelli di Richard Bachman, in una realtà americana di provincia ancora molto simile a quella degli anni 70, periodo dei romanzi scritti da King sotto il noto pseudonimo.

Nella seconda parte c'è la lunga (troppo?) storia di Luke Ellis, del suo rapimento e della sua vita nell'Istituto. Un'esperienza traumatica, ma che gli consente di stringere in breve tempo un legame fortissimo con i suoi compagni di sventura, in particolare con Kalisha e il piccolo Avery, il più ingenuo, ma anche il più dotato dal punto di vista dei poteri psichici. Una sorta di nuovo gruppo dei Perdenti, i famosi Loosers, del mai abbastanza lodato IT.

Luke ed Avery, con la collaborazione della donna delle pulizie, escogiteranno il piano di fuga di Luke, lasciando gli altri a compiere la loro parte all'interno dell'Istituto.

Nella terza parte del romanzo, come ovvio, Luke in fuga si ritroverà nella cittadina in cui vive Tim, che prenderà a cuore le sorti del ragazzo e dell'Istituto, aiutando lui e i suoi amici ad arrivare all'apoteosi finale e all'inevitabile scontro finale tra il Bene e il Male, qui ottimamente rappresentato dalla direttrice dell'Istituto, la signora Sigsby.

Una prima parte interessante e profondamente King anni 70, una seconda ottima ma piuttosto prolissa, che poteva essere ridotta di qualcosa per non appesantire troppo la lettura e accompagnare verso un finale che, come nella migliore tradizione kinghiana, ha già diviso i lettori. Perenne croce e delizia del Re, il finale in questo caso è sullo stile di romanzi come Cose Preziose, o L'Ombra dello Scorpione, per intenderci.

Nella modesta opinione di chi scrive questo è uno dei migliori romanzi di King del terzo millennio (22/11/63 rimane al momento inarrivabile), pur con un'idea iniziale già utilizzata e con uno sviluppo dei tre tronconi della trama che richiama altre sue opere, si legge con estremo interesse dall'inizio alla fine, incespicando un po' nella parte centrale, ma lasciando alla fine una sensazione di aver letto, come si diceva in precedenza, dopo lungo tempo un romanzo 100% Stephen King.

 

Alessandro Furlano