Romanzi

2007 - Blaze

Titolo originale: Blaze (Ed. Scribner Book Company, 2007)

 

Titolo italiano: Blaze (Ed. Sperling & Kupfer, 2007)

 

Traduzione italiana: Tullio Dobner

Il risvolto di copertina

Clayton Blaisdell Jr., detto Blaze, è un gigante col cervello di un bambino. Era più un balordo che un delinquente, finché non ha incontrato George Rackley, uno furbo con il quale ha formato una coppia anomala ma affiatata. Potrebbero essere due dei tanti emarginati che vivono di espedienti, ma alla testa del duo è venuta un idea grandiosa: fare i soldi sequestrando il figlio di ricchi possidenti; come i Gerald, per esempio, che sono pieni zeppi di dollari e il cui erede ancora poppante, Joe IV, vale milioni. Fatto il piano, una gelida notte di gennaio i due entrano in azione: Blaze, come sempre, è il braccio, George la mente. C'è solo un piccolo problema: George è morto tre mesi prima...di chi è allora la voce che risuona sotto la fronte ammaccata di Blaze e gli suggerisce le mosse? un fantasma? Il suo io intelligente? Ma se è così, perchè vuole spingerlo a fare cose su cui lui non è affatto d'accordo? lasciandosi dietro una scia di sangue, l'uomo corre per i boschi innevati nel terribile inverno del New England con il bimbo stretto al petto, cercando di sfuggire a quella voce aliena più che ai poliziotti sulle sue tracce...Opera matura del miglior King giovnaile, salvata dall'oblio del cassetto dall'autore in persona, un romanzo serrato e profondo, pervaso di humor e tristezza. La storia criminale con il cattivo più struggente e patetico che si sia mai visto.

 

La recensione di stephenking.it

Il sogno di ogni Fedele Lettore negli ultimi anni è sempre stato quello di poter vedere tramutato in inchiostro il connubio tra le idee del King degli esordi e la prosa del King maturo dei giorni nostri. Questo sogno è diventato realtà con Blaze, romanzo scritto nei primi anni '70 dal Re e tenuto in naftalina per oltre 30 anni. Di questo romanzo si sapeva poco, ne aveva parlato spesso lo stesso King, era stato trattato nella splendida opera The Lost Work of Stephen King e poco altro. Poi la decisione di pubblicarlo con lo pseudonimo di Richard Bachman, dopo un'accurata rivisitazione e riammodernamento da parte dell'autore. Quale sia la percentuale di opera originale e quale della parte riscritta non si sa, la sensazione è che il romanzo sia stato pesantemente rivisitato (troppo ben scritto per il King-Bachman dei tempi che furono), ma l'idea di base della storia ha l'inconfondibile marchio di fabbrica del miglior (o peggior, nel senso buono) Bachman.

Clayton Blaidsell, Jr, detto Blaze, è l'eroe "sfigato" per eccellenza, il "cattivo" dal cuore tenero e dal cervello in panne a causa della violenza del padre subita nell'infanzia (ancora una figura paterna negativa nella letteratura kinghiana), ma è anche un delinquente senza attenuanti: quando il suo compare esce di galera lui non esita mai dall'abbandonare il lavoro in lavanderia per tornare a delinquere, seppur sempre con l'ammonimento preventivo "io non faccio male a nessuno". George è l'altro protagonista del romanzo, anche se solo virtuale; è una voce nella testa di Blaze perché è ormai morto da tre mesi, ma Blaze non se ne dà per vinto, George era la sua unica ancora di salvezza, la sua unica famiglia, per quanto lo trattasse male e non mancasse mai di ricordagli quanto fosse stupido. Voce dall'aldilà o solo nella testa ammaccata di Blaze? Non è dato sapersi e forse è lasciato volutamente all'interpretazione del Fedele Lettore, ma la sensazione è che la firma Bachman stia ad indicare una presa di distanza dal King degli anni '70, molto avvezzo al sovrannaturale,  con conseguente ammiccamento ai personaggi più smaccatamente bachmaniani: violenti, alienati, folli quanto si vuole, ma tremendamente reali.

Nella sua goffa follia Blaze si affeziona al marmocchio che rapisce e vuole tenerlo con sé, riscatto o non riscatto, e per fare ciò ne mette a repentaglio la sicurezza e la salute, non esita ad abbandonare il proprio motto "io non faccio male a nessuno" per togliere di mezzo chiunque tenti di fermarlo e lo trascina nella sua vita fatta di degrado, sporcizia e ricordi dei vari istituti di correzione da lui frequentati da ragazzino. Nel più importante di essi, ormai in disuso, si rifugia in attesa del gran finale.

La storia si dipana in due sezioni parallele: una è la storia in "presa diretta", ambientata in un non meglio definito "qualche anno fa", come precisa lo stesso King nella prefazione, l'altra è l'infanzia e la giovinezza di Blaze, tra padre violento, riformatori, amicizie straordinarie e sopprusi, presidi sadici e delinquenza di strada, fino all'incontro fatidico con George.

Blaze è un romanzo bellissimo, si legge in un fiato e sempre col fiato sospeso e un retorgusto amaro, il tutto condito da una sensazione di freddo che penetra nelle ossa e odori molto forti di muffa e cibo rancido.

Un romanzo che, pur non essendo un capolavoro, entra nello scaffale di serie A della  nostra amata biblioteca kinghiana.

Pennywise