Romanzi

2008 - Duma Key

Titolo originale: Duma Key (Ed. Scribner Book Company, 2008)

 

Titolo italiano: Duma Key (Ed. Sperling & Kupfer, 2008)

 

Traduzione italiana: Tullio Dobner

 
Il risvolto di copertina
Dopo che una gru si abbatte sul suo pickup, Edgar Freemantle deve far fronte a una vita diversa. Devastato nel fisico, e non solo, dapprima cerca di accoltellare la moglie e poi di strangolarla con la mano sinistra (l'altra mano l'ha persa, con tutto il braccio destro, nell'incidente). Apparentemente ristabilito, lascia le sue proprietà alle due figlie e alla moglie, che ha deciso di divorziare da lui, e si stabilisce su una solitaria e paradisiaca costa della Florida, Duma Key, dove affitta una grande villa rosa sulla spiaggia. Proprietaria di tutta la zona è l'anziana Elizabeth Eastlake, una signora non del tutto lucida che allerta subito Edgar di un grande pericolo che lo minaccia. Intanto Edgar si scopre una dote inaspettata di pittore: i quadri che comincia a dipingere, specie quando il braccio amputato gli procura delle sensazioni fantasma, rivelano un talento eccezionale, non solo dal punto di vista artistico... Proprio quando la sua vita sembra ricomporsi, anche grazie alla comprensione della ex moglie e al costante affetto delle figlie, che lo sostengono a distanza nella sua nuova attività artistica, il passato di Elizabeth viene a interferire violentemente con il presente di Edgar.
 
La recensione di stephenking.it
 
Dopo il discusso Cell e l'apprezzato La Storia di LiseyStephen King è tornato in pista col proprio nome (inframezzando le proprie uscite con l'ottimo Blaze targato Richard Bachman) con l'attesissimo Duma Key, storia di un uomo in carriera (Edgar Freemantle) che ricomincia da capo dopo un pauroso incidente che gli costa un braccio ed un tragico divorzio. E ricomincia da Duma Key, sperduta isola dell'arcipelago delle Keys, al largo della Florida. Una casa solitaria sull'acqua, il rumore delle conchiglie ed uno strano, inspiegabile, famelico nuovo talento per la pittura.
Presto scopre che i quadri che dipinge influenzano la realtà e che la propria mano superstite non è guidata sempre dalla propria volontà. Con l'aiuto del simpatico ed unico vicino di casa, Wireman, guascone ex avvocato che nella sua "nuova vita" fa il badante dell'anziana e milionaria Elisabeth e Jack Cantori, baldo giovane assunto per sbrigargli le faccende e le commissioni quotidiane, comicerà a scavare nella storia dell'isola e della famiglia della vecchia Elisabeth, facendo riemergere dalle insidiose acque del Golfo del Messico la terribile verità.
Il tema dell'arte pittorica che interferisce con la realtà non è certo nuovo in letteratura (da Il Ritratto di Dorian Gray a Rose Madder dello stesso King), ma lo stile kinghiano rimane un'impronta inimitabile che fa da marchio di fabbrica.
Duma Key è una storia dell'orrore, certo, ma è anche una storia di solitudine, di silenzi assordanti, d'amore paterno (per la figlia Ilse, in particolare), d'arte e di mascolina amicizia, come già ne L'Acchiappasogni. E' la storia di tutti coloro che perdono qualcosa di caro e sopperiscono lanciandosi furiosamente in qualcos'altro, per compensare, per tentare di ricostruire ciò che non c'è più e per poi accorgersi che chiamare "nuova vita" il tentativo di ricreare quella passata è un paradosso.
Edgar lo capisce, Wireman lo aveva già capito, noi forse anche, ma ricordarselo per una volta immergendosi nelle pagine di un libro come nel "caldo largo" del Golfo del Messico e non con le tristezze della vita reale, è un ottimo viatico per un'accettazione più serena e consapevole.
Stephen King conosce queste nostre debolezze, così come le nostre paure, le ha sempre conosciute e le ha sempre rappresentate sulla carta con la vividezza con cui Edgar le rappresenterebbe sulla sua tela.
Ed il Fedele Lettore non chiede altro.
Pennywise