Romanzi

2001 - La casa del buio

Titolo originale: Black House (Ed. Random House, 2001)

Titolo italiano: La casa del buio (Ed. Sperling & Kupfer, 2001)

Traduzione italiana: Maria Teresa Marenco

 

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Mister Horror è tornato

Stephen King, in coppia con lo scrittore fantasy Peter Straub, riesce ancora, con "La casa del buio", a terrorizzarci
di Marco Costa


A French Landing, nel Wisconsin, arrivano i giorni del "Pescatore". Gli autori impiegano un centinaio di pagine per presentarci la ridente cittadina e i suoi abitanti, via via sempre più terrorizzati da questo fantomatico personaggio, questo mostro imprendibile, il "Pescatore", che adesca i bambini e li restituisce cadaveri. Tra coloro che si ribellano, Jack Sawyer, una vecchia conoscenza per gli appassionati del connubio King/Straub, il dodicenne protagonista del "Talismano", ormai adulto in pensione che della fantastica avventura vissuta precedentemente non ricorda quasi più nulla.

Dopo anni di pace però strane apparizioni, piume e minuscole uova d'uccello, tornano a ridestare in lui vecchi ricordi e oscuri presentimenti. Finché tre bambini sono trucidati e un quarto, il giovane Tyler Marshall, è rapito. Ma uccidere quest'ultimo sarà più difficile per il "Pescatore", poiché il ragazzo ha un potere superiore, una vera e propria armatura contro le forze demoniache.

Il tempo stringe. Jack è costretto a lasciare i panni del pensionato e a occuparsi del caso. Se vuole salvare la vita del bambino rapito, dovrà ritornare nei "Territori", da cui certamente proviene l'inafferrabile assassino. L'idea convenzionale di una vecchia casa maledetta e abbandonata, tutta nera dalle fondamenta al tetto, che funge da varco verso un misterioso Altrove, non proibisce alla già efficace coppia di scrittori di sfornare un romanzo terrificante in cui il sentimento dell'orrore, come nei peggiori (e letterariamente parlando, migliori) incubi, s'insinua progressivamente nel lettore.

In queste 736 pagine il talento fantasy di Peter Straub non riesce ad attenuare la spietata inclinazione horror di Stephen King. Il risultato è il naturale seguito de "Il Talismano", un inclassificabile ma piacevole ibrido fra "It" e i titoli che fanno parte della serie "La Torre Nera", cui la trama si riallaccia in più parti.

Forse il grande King dovrebbe leggere quel che diceva Calvino a proposito dell'esattezza e della concisione. Infatti i suoi libri sono così prolissi che i lettori, non facendo in tempo ad arrivare alla fine, potrebbero andare al cinema a vedere l'immancabile film che ne sarà tratto.

La recensione di stephenking.it

Dopo quasi vent'anni i due signori dell'horror uniscono di nuovo le loro forze per creare una sorta di seguito de "Il Talismano", la prima avventura dell'allora bambino Jack Viaggiante. Ora Jack è adulto, è un detective in precocissima pensione, si ritira a vita privata per sfuggire agli orrori del mondo, ma sono gli orrori del mondo (di questo e soprattutto dell'"altro") a cercare lui.
La casa nera non è che una porta verso quel mondo che Jack ha già dovuto visitare in passato, dove il suo unico amico è Svelto Parker il simpatico giramondo (giramondi...) di colore; quei Territori che forse sono anche il Medio-Mondo di Roland di Gilead e che potrebbero essere anche la Terra Di Mezzo di Tolkien e de "Il Signore degli Anelli". E' un posto "altrove" dove tutto è strato, tutto è cambiato, tutto sembra essere morte e decadimento, ma dove i paesaggi hanno sempre un che di meraviglioso e mozzafiato.
Jack non ricorda nulla all'inizio di quella prima esperienza, ma poi comincia a ricordare e tutto lentamente riaffiora...il serial killer, il Pescatore, è reale sì, è di questo Mondo, ma il mandante? Chi lo manovra e soprattutto...da dove?
"La casa del buio" era un romanzo essenziale. King e Straub si trovano a meraviglia, probabilmente non ripeteranno l'esperimento (la terza volta potrebbe diventare già un binomio inflazionato...troppo "commerciale"), ma quell'unico romanzo, "Il Talismano", lasciava un che di incompiuto.
Ora è tutto più chiaro, ora sappiamo che ne è stato di Jack e forse possiamo intuire che ne sarà.

Pennywise

 

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