Romanzi

2002 - Buick 8

Titolo originale: From a Buick 8 (Ed. Scribner, 2003)

Titolo italiano: Buick 8 (Ed. Sperling & Kupfer, 2003)

Traduzione italiana: Stefano Bortolussi

 

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Il risvolto di copertina

C'era una volta...C'era una volta un'auto sbucata dal nulla. C'era una volta l'agente Curtis Wilcox che divenne il suo osservatore. E morì. E ora c'è Ned, il giovane figlio, che una sera, seduto tra i colleghi del padre, ascolta una storia che gli cambierà la vita...la storia della Buick blu notte, che comincia con la sua comparsa davanti a un distributore di benzina, nel lontano 1979, e continua con la sua presenza sorniona in un capannone dietro la stazione di polizia dalla squadra D. Dentro è finta come un giocattolo, ma un fatto è certo: dai copertoni sui quali non si posa mai un grammo di polvere, alla carrozzeria che si guarisce da sola, è viva come un animale...uno strano essere animato che a lunghi periodi di letargo alterna brevi, violenti attimi di attività. Da allora la squadra D è mutata come un paesaggio al volgere delle stagioni; qualcuno se n'è andato, qualcun altro ne ha preso il posto, qualcuno è sparito definitivamente, ma nessuno ha mai tradito una consegna che è diventata il retaggio di un clan: tacere. E stare all'erta. Perché è tutto quello che si può fare quando un mistero insondabile e letale invade la normalità: Intanto, vegliata adesso da Ned Wilcox, la Buick se ne sta lì, rinchiusa, turbando i novellini con le sue bizzarrie, e le sue titaniche esplosioni di luce, e le cose che vomita; se ne sta lì sogghignante e immobile, inalando un po' del nostro mondo, esalando un po' di quello - qualunque esso sia - da cui proviene. Respirando...e respirando...e...respirando...

La recensione di stephenking.it

Il famoso incidente che colpì King qualche anno fa avvenne poco dopo l'inizio di questo romanzo e lui stesso ha sottolineato la drammatica coincidenza di subire un incidente stradale quasi mortale dopo aver iniziato un romanzo in cui gli incidenti stradali mortali (senza "quasi") si sprecano. Chiaramente quando lo riprese in mano dopo la lunga convalescenza molte cose erano cambiate nel suo modo di vedere e di scrivere, ma è stato abile, come sempre, a non lasciar trasparire troppo questi mutamenti, se non nella postfazione.
"Buick 8" è nato così, dopo una lunga gestazione che di certo non ha giovato alla spontaneità e all'originalità del romanzo che fin dalle prima battute pare proporsi come una sorta di "Christine 2" del quale forse se ne poteva fare a meno. Anche lo stile di scrittura è lo stesso: quell'alternarsi da un capitolo all'altro del modo di narrare la storia, ora in terza persona, ora in prima persona dai vari protagonisti quando raccontano il passato al giovane Ned, poiché tutto il romanzo, salvo le battute finali, consiste nel racconto che gli agenti della squadra D fanno al figlio del loro collega Curt, "custode" della Buick, morto travolto da un auto guidata materialmente da un ubriaco, ma in realtà, forse, della diabolica Buick. Tuttavia andando avanti si scopre che le differenze da "Christine" ci sono: Christine era una macchina vera e propria, viaggiava, rombava, era spietata con chi le voleva male e amabile con chi la trattava bene. La Buick Roadmaster 8, invece, sembra finta: il motore c'è ma gli mancano delle parti ed è scollegato, il volante è enorme e non sterza, la carrozzeria non si sporca e non si ammacca, nei copertoni non è possibile incastrare un sassolino perché viene invariabilmente sparato via.
Se la ritrova un giorno del 1979 un benzinaio che riesce a vedere solo di sbieco un losco figuro lasciargliela lì e lui la consegna alla squadra D della polizia locale. Per 20 anni gli agenti la studiano, la scrutano e la filmano durante le sue periodiche follie, sì perché quando lei...respira, nessuno sa cosa accadrà al placarsi dei terribili lampi di luce che produce; se espira può buttare fuori dal suo bagagliaio un mostro del suo "mondo" (bestiacce che assomigliano ai nostri pipistrelli, o ai nostri pesci, ma che poco vi hanno a che fare e che a contatto con la nostra atmosfera si...consumano in pochi minuti), ma se inspira...be', meglio non trovarsi nei paraggi e il povero agente Eddie ne sa qualcosa, riposi in pace...ovunque egli sia ora.
In sostanza "Buick 8" è un onesto romanzo che nulla toglie e nulla aggiunge nella carriera del Re del Maine, 400 pagine che come sempre vanno giù che è un piacere, personaggi reali, stile impeccabile e inconfondibile, ma niente di più.
Voci dicono che King voglia ritirarsi a vita privata e non scrivere più. Be' "Buick 8" è un discreto romanzo, ma nessuno di noi potrebbe accettare che possa essere questo il suo "testamento" letterario...

Pennywise

 

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