Romanzi

2004 - La Canzone Di Susannah - La Torre Nera VI

 

Titolo italiano: La canzone di Susannah (Ed. Sperling & Kupfer, 2004)

 

Traduzione italiana: Tullio Dobner

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Il risvolto di copertina

La fine della Torre Nera è sempre più vicina. Solo due Vettori sono rimasti a sorreggerla, e quando crolleranno il perno dell'universo salterà e la realtà sarà sommersa dalle tenebre. Roland Deschain, l'ultimo cavaliere, e la sua banda combattono valorosamente l'avanzata del male, ma ora il gruppo non è più compatto. Il demone-femmina che si è impadronito del corpo di Susannah, la moglie di Eddie, ha usato la sfera del buio per trasportarsi dal Medio-Mondo nella New York del 1999: proprio qui, in un punto preciso di Manhattan, dovrà partorire la creatura concepita per distruggere la Torre. Sulle sue tracce si precipitano il piccolo Jake, Oy, il 'bimbolo' parlante, e Père Callahan, reduci dalla battaglia contro i Lupi del Calla, per impedire che la donna arrivi all'appuntamento fatale. Nel frattempo Eddie e Roland, che hanno il compito di proteggere la rosa magica, 'riappaiono' nel Maine, anno 1977. Un luogo da brivido, ma indubbiamente vero, dato che le pallottole volano anche qui. E se non ci sono parole per descrivere l'angoscia e lo stupore di Susannah quando apprende chi è il 'vero padre' del nascituro, che dire dello choc dei due pistoleri quando si apre la porta di una casa e sulla soglia c'è nientemeno che...

La recensione di stephenking.it

King ha paura di morire.
Questa è la premessa più logica quando si tratta di parlare del frenetico avvicinarsi della fine di questa saga ormai oltre che ventennale. La paura gli venne dopo l'incidente in cui quasi morì e lo dichiara esplicitamente nello strano finale di questo sesto e penultimo romanzo. Voleva portare a termine l'Opera prima di morire e ce l'ha fatta. Ma andiamo con ordine.
Si riparte dal day after il sanguinoso scontro con i Lupi del Calla, teatro del volume precedente. Attraverso la Porta Introvata i nostri raggiungono vari "dove" e "quando". Praticamente il ka-tet rimane diviso per tutta la durata del romanzo.
Susannah-Mia è nella New York del 1999, dove (con Mia "al comando") dovrà raggiungere il Dixie Pig, locale di facciata che in realtà è il covo di tutti i vampiri e gli Uomini Bassi al servizio del Re Rosso e nel quale dovrà dare alla luce il suo "tizio".
Padre Callahan, Jake ed Oy sono sulle sue (sulle loro...) tracce, sfasati solo di poco tempo per tentare di impedire il peggio per Susannah: nessuno, a parte Mia, crede nelle buone intenzioni di Sayre e degli altri Uomini Bassi. Susannah è in gravissimo pericolo, vieppiù per la mostruosità che sta per dare alla luce.
Roland ed Eddie sono nel 1977, nella contea in cui si sono rifugiati Calvin Torre e l'amico Deepneau (ai quali devono estorcere l'atto di vendita del lotto in cui di trova La Rosa) e nella quale vive un giovanissimo scrittore che improvvisamente desta la loro totale attenzione...
L'episodio di maggior interesse è senza dubbio quello di Roland e Eddie e del loro incontro con il loro giovane "creatore". Non era un mistero ormai da tempo che King si sarebbe inserito nella saga come personaggio. I nostri due eroi lo incontrano quando lui aveva solo abbozzato i primi capitoli del primo volume: "L'ultimo Cavaliere" ed aveva lasciato cadere nel dimenticatoio la storia, spaventato dall'enormità della stessa. Riconosce Roland (e sviene per l'incredulità), ma non Eddie, il quale entrerà in scena solo nel secondo volume. Il loro incontro e la chiave di lettura che ne scaturisce, non solo per quanto concerne la Saga, ma l'intera bibliografia kinghiana è ovviamente tutto da leggere e da scoprire.
Sicuramente una svolta che farà discutere, che già fa discutere i fan e li divide nettamente. La megalomania di King qui è ai massimi livelli, ma anche la "presa" sul lettore, alimentata ulteriormente dall'avvicinarsi inesorabile della meta.
Un romanzo scritto non benissimo, con molte parti un po' confusionarie, probabilmente già nella versione originale, sicuramente nella traduzione di un Tullio Dobner non all'apice della forma. King "pesca" dalle proprie invenzioni passate, si autocita spesso: il Dogan di Susannah e la stanza con i cassetti nella memoria di Jonsey ne "L'Acchiappasogni" sono molto più che simili. I romanzi citati più o meno direttamente sono molteplici, da "Le notti di Salem" con Callahan e tutti i vampiri, a "It" (la famosa Tartaruga di "It" è quella che regge uno dei due Vettori superstiti, ora non vi sono più dubbi), da "L'ombra dello Scorpione", con il ricordo di quando il ka-tet si imbatté nell'ecatombe post-superinfluenza, a "Insomnia".
Il capitolo finale è il diario dello stesso King nei vent'anni a cavallo tra il 1977, anno dell'ipotetico incontro don Roland ed Eddie ed il 1999, anno del famoso incidente.
Tanti difetti, ma come sempre un romanzo imprescindibile, indispensabile per il traguardo che tutti i seguaci anelano da anni, quelli estasiati e quelli ormai stufi. Tutti.
Nel bene o nel male, tra poco sarà finita e tutti noi non aspettiamo altro, in questo Mondo e in tutti gli altri. Nient'altro.
Perché tutto serve il Vettore.

Pennywise

 

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