Romanzi

2004 - La Torre Nera - La Torre Nera VII

Titolo originale: The Dark Tower VII: The Dark Tower (Ed. Donald M. Grant, 2004)

Titolo italiano: La Torre Nera (Ed. Sperling & Kupfer, 2004)

Traduzione italiana: Tullio Dobner

 

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Il risvolto di copertina

L'uomo in nero fuggì nel deserto e il pistolero lo seguì. Così esordiva la storia, sette libri fa. Ora la caccia è finita: Roland di Gilead, con i compagni che ha raccolto attorno a sé nel viaggio, è di fronte al suo destino. Nelle prime pagine di questo volume ritroviamo il gruppetto sano e salvo, sebbene sparso per ogni dove (e ogni quando). Susannah-Mia è stata trasportata dal Dixie Pig di New York (e dal 1999) in una stanza degli orrori di Fedic, dove vedrà la luce suo "figlio". Jake e il Père Callahan, con Oy, sono entrati nel locale ad armi spianate per salvare la ragazza, ignorando il pericolo in agguato. Roland e Eddie, con John Cullum, sono nel Maine del 1977, in Turtleback Lane, e incominciano a comprendere che il mondo da cui stanno cercando di fuggire è l'unico reale, l'unico in cui il tempo vada solo in avanti, in linea retta... Ma questo non è che l'inizio delle loro avventure. È stato un inseguimento emozionante, il loro e il vostro, "fedeli lettori"; durato molti anni, denso di lunghe attese, di misteri e di colpi di scena. Ma se tutte le cose belle hanno una fine, è anche vero che il meglio arriva per ultimo. Per chi ha il coraggio di andare fino in fondo, naturalmente. Siete giunti fin qui, ora state per completare il cammino. Un passo ancora... Ecco. Sentite questo suono? È il tonfo di una porta che si chiude dietro di voi. Benvenuti nella Torre Nera.

La recensione di stephenking.it

E' finita.
Trentatrè anni e sette libri dopo il famoso incipit de L'Ultimo Cavaliere, Stephen King ha posto la parola FINE all'epica saga western-fantasy che tanto ha condizionato la sua bibliografia, anche nei libri non facenti parte la saga stessa. Croce e delizia sia dell'autore che degli instancabili fan che hanno atteso anni tra una "puntata" e l'altra, per poi ritrovarsi di getto gli ultimi tre capitoli nel giro di una manciata di mesi.
Diciamo subito che l'ultimo capitolo tra mille traversie, tra momenti un po' lenti, tra scelte discutibili e conclusioni un po' frettolose delle varie storie incrociate, è comunque un degnissimo epilogo della saga.
Si ricomincia con il ricongiungimento, finalmente e dopo la divisione del VI volume, del ka-tet: Roland, Eddie, Susannah, Jake e Oy, di nuovo insieme, anche se non per molto. Il libro si divide essenzialmente in tre tronconi: una prima parte in cui i Nostri si trovano nel Devar-Toi, dove finalmente potranno interrompere la distruttiva opera dei Frangitori, col determinante aiuto di quel Ted Brautigan che chi ha letto Cuori in Atlantide conosce bene. Una seconda parte in cui il ka-tet si spezza nuovamente in vari dove e quando (non entreremo certo in particolari...) ed una terza ed ultima parte in cui finalmente si giunge all'agognata meta: la Torre Nera ed il Re Rosso ivi prigioniero.
Si diceva delle scelte discutibili e che faranno discutere: innanzitutto il riferimento all'11 Settembre e sul perché sarebbe successo, forse era il caso di lasciare fuori da un'opera di fiction un episodio così tragico; poi la presenza dello stesso King come protagonista del romanzo, scelta che già aveva fatto discutere nel precedente capitolo e che probabilmente lo farà ancor più ora che lo scrittore è diventato quasi un co-protagonista (anche se per mitigare la cosa Egli stesso non dipinge di sé un quadro molto positivo). E poi come sempre il tallone d'Achille di King: il finale (con le dovute e numerose eccezioni: Pet Sematary su tutti), vieppiù perché quello della Torre Nera lo si può definire Il Finale, se non altro per l'attesa creata. Anch'esso può essere diviso in tre parti: il finale della saga come forse voleva essere nelle prime battute: l'arrivo alla Torre Nera, punto, tutto il resto all'immaginazione. Segue l'Epilogo, senza dubbio il peggiore dei tre "finali", in cui in qualche modo (e in qualche mondo...) il ka-tet, escluso Roland, si ricompone. Infine la Coda, ovvero Roland nella Torre, scritto molto probabilmente, come ventilato nella postfazione, per evitare valanghe di lettere indignate per aver aspettato tutti questi anni e letto tutti questi libri per poi non poter assaporare questo momento.
Sempre nella postfazione King sottolinea appunto come a lui stesso il finale della saga non piaccia, ma che così l'ha scritto perché così andava scritto, vuoi perché, come spesso ripete, lui non fa altro che riportare una Storia che esiste da sé, vuoi per i sopraccitati motivi di "appagamento" del Fedele Lettore.
Tuttavia, come detto, il tomo (oltre 1000 pagine) è un più che degno epilogo: avvincente, epico, incalzante e anche commovente per lunghi tratti. Ci si aspettava qualcosa in più dal Re Rosso ed il suo discendente Mordred, invero poca cosa, ma per il resto le aspettative sono andate tutt'altro che deluse.
Il Re è sicuramente uscito provato da questa maratona, lo si è evinto dalle interviste e da quanto scritto nella postfazione, ma per fortuna ora tutto è compiuto, anche la sua decisione di smettere di scrivere nel frattempo è rientrata e non ci aspettavamo nulla di diverso, perché così voleva il ka e, come ci si accorgerà dal finale della saga, il ka è una ruota...
...e di ciò noi tutti diciamo grazie.

Pennywise

 

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